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7 ottobre 2023 - sabato della 26a settimana Tempo Ordinario

Memoria della beata Vergine del Rosario: in questo giorno con la preghiera del Rosario o corona mariana si invoca la protezione della santa Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la guida di lei, che fu associata in modo tutto speciale all'incarnazione, passione e resurrezione del Figlio di Dio.


Non é forse cosa giusta, pia e santa meditare tutti questi misteri? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto é il mio Dio. E' dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. E' da spiriti illuminati riandarvi per colmare il proprio cuore del dolce ricordo del Cristo.

Dai "Discorsi" di san Bernardo, abate



Lc 1, 26-38 (dalla memoria) Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.


Parola del Signore.



Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Oggi ricordiamo Maria con il titolo di Beata Vergine del Santo Rosario. La nostra famiglia cottolenghina la venera in modo speciale e, perciò, mediteremo insieme sul Vangelo proprio della festa, Lc 1,26-28, che narra l’Annunciazione.

Questo brano, probabilmente, sarà stato scelto perchè nelle parole che l’angelo rivolge alla giovane riconosciamo i fili principali con cui è stata tessuta l’Ave Maria. Poiché il Rosario concatena fra loro, per ogni Mistero, 10 Ave Marie, ragionevolmente l’Annunciazione si presta più di altri passi a onorare la Vergine in questo giorno.

Per di più, meditare sul Vangelo di oggi può accrescere in noi la consapevolezza di quanto diciamo quando preghiamo il Rosario. Purtroppo, infatti, la ripetitività delle Ave Marie rischia di scadere in una cantilena soporifera e apparentemente infruttuosa. Perché, allora, non provare, ad ogni Ave Maria, a pensare a cosa stiamo pronunciando? Ave Maria… L’Arcangelo Gabriele esclama «Rallegrati, Maria!» e queste parole non possono non risuonare in noi come lo squillo di una sveglia. «Rallegrati, Maria!»… forse lo sta dicendo anche a me e, oltre al nome di Maria, posso leggere il mio. Se mi richiama a rallegrarmi, a gioire, e lo fa per 10 volte ad ogni decina del rosario che scorro fra le dita, certamente conosce il mio bisogno di felicità e le difficoltà che la vita presenta. Per questo motivo, nel Vangelo prosegue invitandomi a non temere, come fa con Maria. A lei spiega: perché hai trovato grazia presso Dio, cioè, perché gli sei piaciuta. Che ha fatto di speciale la piccola di Nazareth per piacere a Dio? Nulla di straordinario, apparentemente. Dalle sue risposte all’angelo, però, capiamo che da sempre ha considerato il Signore quale centro della sua vita. L’ha messo al primo posto in tutte le sue scelte, tanto da non preoccuparsi del fatto che fosse fidanzata con Giuseppe e che rischiasse la lapidazione pronunciando il suo al progetto del Creatore di renderla Sua Madre per entrare nel mondo. Chi prega il Santo Rosario, pensando all’affermazione dell’angelo e all’atteggiamento di abbandono di Maria nelle mani di Dio, come può non chiedersi: Ho trovato grazia presso Dio? Gli piaccio? Sono semplice e disponibile come Maria ai disegni del Signore, anche se non corrispondono ai miei progetti? Considero Dio e la Sua Parola al di sopra di tutto, persino della mia stessa vita?

Se di fronte a queste domande ci accorgiamo che il cammino da percorrere è lungo, Gabriele ci rassicura: Non temere… Nulla è impossibile a Dio! Beata Vergine del Santo Rosario, aiutaci a pronunciare, insieme a te, i nostri sì, sapendo che il Signore può compiere quanto noi non riusciamo a fare, cioè a renderci pieni di grazia ai Suoi occhi per abitarci come ha fatto con te.

Sr. Maria Chiara Amata


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