17 gennaio 2026 - sabato 1a settimana TO
- Comunità Monastero Adoratrici

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Memoria di sant’Antonio, abate, che, rimasto orfano, facendo suoi i precetti evangelici distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto della Tebaide in Egitto, dove intraprese la vita ascetica; si adoperò pure per fortificare la Chiesa, sostenendo i confessori della fede durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, e appoggiò sant’Atanasio nella lotta contro gli ariani. Tanti furono i suoi discepoli da essere chiamato padre dei monaci.
Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente (cfr. 1 Ts 5, 17). Era così attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nell’animo ogni cosa al punto che la
memoria finì per sostituire i libri.
Dalla «Vita di sant’Antonio» scritta da sant’Atanasio vescovo
Mt 19,16-21
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, un tale gli si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Gli chiese: "Quali?". Gesù rispose: "Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso". Il giovane gli disse: "Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?".1Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!". Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
Gesù allora disse ai suoi discepoli: "In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: "Allora, chi può essere salvato?". Gesù li guardò e disse: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile". Parola del Signore.

"A Dio tutto è possibile".
Così si conclude il brano di Vangelo che la liturgia ci propone oggi, nella festa di S. Antonio abate, scelto da San Giuseppe Benedetto Cottolengo come patrono della Piccola Casa.
Da alcuni anni anche in Monastero celebriamo come festa questo ricordo perchè Sant'Antonio è considerato uno dei Padri del Monachesimo.
La nostra vita, come consacrate cottolenghine dovrebbe far sperimentare a chi ci incontra che a Dio tutto è possibile.
Come si può pensare di costruire una casa per accogliere tutte le povertà?
Come si può decidere di dare la vita per aiutare i fratelli più poveri?
Come trovare i fondi per attuare un progetto così grande?
Umanamente è scoraggiante, direi impossibile far quadrare i bilanci se non scontentando tutti...
Chi può salvarsi? chiedono gli apostoli di 2000 anni fa e quelli di oggi a Gesù?
"Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile" dice anche a noi Gesù.
"Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri... "
Dona la tua vita, non bastano i soldi e i bilanci, le quadrature dei conti o i grafici degli uomini... a Dio tutto è possibile. E per questo ripetiamo continuamente: Deo gratias sempre!



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