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IL SILENZIO

«Fa', o Signore, che la nostra vita di intimità
con Te sia avvolta dal tuo silenzio;
silenzio che è armonia;
silenzio che è solitudine, ma che è pure parola.
Fa' che la nostra cella, colma della tua "divina presenza",

riecheggi il Verbo della Vita
e nel profondo silenzio tutto prenda forma
e SIA: tutto diventi AMEN!»

Il silenzio è il mezzo privilegiato e indispensabile per predisporsi all’unione con Dio, mediante l’ascolto della sua Parola, nel raccoglimento interiore.

Papa Francesco scrive:

"Considero importante prestare attenzione al silenzio abitato dalla Presenza, come spazio necessario di ascolto e di ruminatio della Parola e presupposto per uno sguardo di fede che colga la presenza di Dio nella storia personale, in quella dei fratelli e delle sorelle che il Signore ci dona e nelle vicende del mondo contemporaneo.

Il silenzio è vuoto di se stessi per fare spazio all'accolglienza" (VdQ 33)

Questo non impedisce però l’allegria e la solidarietà fraterna.

Costituisce anzi un modo di essere presenti e di comunicare, in modo che va ben al di là delle parole.

Pur vivendo in silenzio la nostra giornata, comunichiamo tra noi l’essenziale con il sorriso. Si può dire che questo sia il nostro linguaggio universale.

Da sempre, il sorriso è per noi il mezzo più immediato per esprimere accoglienza, per facilitare la riconciliazione, per trasmettere la gioia.

 

Guardarsi negli occhi e sorriderci con sincerità è un cammino di semplificazione e di umiltà che conduce alla trasparenza.

È il cuore che deve imparare a tacere e pacificarsi, per vivere quella separazione dal mondo che ci è propria.
Solitudine e silenzio per allontanarsi da tutto ciò che non è Dio.

Madre Maria dell’Agonia diceva:

«Non arriveremo mai ad essere anime di preghiera

se non ameremo il silenzio, perché chi con facilità parla, difficilmente potrà arrivare a questa santa unione con Dio».
(dalla prima Regola)

Viola mammola
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