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27 agosto 2023 - XXI domenica del T.O.

Memoria di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e, anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa.


Figlio, quanto a me non trovo ormai più alcuna attrattiva per questa vita. Non so che cosa io stia a fare ancora quaggiù e perché mi trovi qui. Questo mondo non

è più oggetto di desideri per me.

Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo




Mt 16, 13-20 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti".

Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".

E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli".

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.


Parola del Signore.


... Beato sei tu Simone ...

TU, CHI DICI CHE IO SIA?

Che bella la domanda di Gesù oggi ai suoi discepoli: Voi, chi dite che io sia? Prima il Signore comincia a “tastare il terreno” chiedendo che cosa la gente pensi di Lui. E poi arriva dritto al cuore dei suoi, con quel fortissimo e decisivo MA. Come a dirci: la gente pensa, dice, disdice molte cose … MA voi da che parte state? Voi, che io ho scelto perché annunziate il mio nome ai fratelli; voi che amo in modo speciale; voi che siete chiamati a essere e vivere da figli del Padre, cosa dite di me? E’ una domanda che ciascuno può sentire rivolta a sé personalmente, e alla quale, come credente, è chiamato a dare una risposta. Da che parte stiamo noi? O meglio, da che parte sto io? La risposta che ciascuno di noi può dare personalmente al Signore non è come quella che daremmo ad un questionario in vista di un esame, anche perché non può scaturire da qualcosa che abbiamo studiato, e nemmeno da qualcosa che altri ci hanno raccontato. Può scaturire soltanto da un rapporto che viviamo con il Signore, da qualcosa di Lui che ci ha affascinato e che noi abbiamo scelto di frequentare, come in una relazione che desideriamo coltivare. Potrebbe accadere anche a noi quello che disse Giobbe quando si convertì al Signore: “Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono” (Gb 42,5).

Da qualche parte ho letto un racconto orientale che narra di un giovane, il quale esce di casa per andare in giro a conoscere il mondo e capire la vita. Fa ritorno dopo alcuni anni, e, interrogato dal padre su cosa abbia imparato, risponde: “Ho scoperto che Dio è mio padre”. Immediato il commento del padre: “Non c’era bisogno di perderci tempo e fatica. Lo sappiamo tutti che siamo figli di Dio.” Ma il giovane incalza: “Una cosa è saperlo, altra cosa è scoprirlo”. Gesù desidera proprio che non sappiamo delle “cose” su di Lui, ma che sappiamo esprimere Chi è Lui per noi, desidera che davvero entriamo in relazione con Lui. Una cosa simile è accaduta ai Samaritani, cui la donna che era andata al pozzo ad attingere acqua, raccontò di Gesù. Molti che credettero in Gesù, alla donna dissero: “Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”. (Gv 4).

Alla domanda di Gesù, risponde Simon Pietro a nome di tutti, quasi a garantire la fede dei suoi fratelli: a questo il Maestro lo chiamerà più tardi, nell’imminenza della Passione, quando gli dirà: “Ho pregato per te Simon Pietro, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32).

Santa Monica, la santa di oggi, è famosa per essere la madre del convertito Agostino, un uomo che ha lasciato un’impronta nella storia. Ma Agostino non sarebbe il grande Agostino senza una madre così. Il Vescovo Ambrogio le aveva detto: “Non è possibile che il figlio di tante lacrime perisca!”. Per Monica, Gesù era il salvatore del mondo, anche della vita di suo figlio!

Sr Anna Maria

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