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24 settembre 2022 - sabato della XXV settimana del T.O.

Lc 9, 43-45 Dal Vangelo secondo Luca

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.


Parola del Signore.


... Mettetevi bene in mente queste parole ...

In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che [Gesù] faceva… (Lc 9,43). Che cosa faceva Gesù? Situando il brano nel suo contesto, scopriamo che nel capitolo in questione del Vangelo di Luca (il nono) e in quello immediatamente precedente, Gesù predica per città e villaggi con parabole, circondato da uno stuolo di discepoli, tra i quali si conta un seguito di donne - fatto eclatante per la cultura giudaica dell’epoca! – (Lc 8,1-18); in una società patriarcale fondata sui legami di sangue, antepone alle esigenze della sua famiglia i bisogni di quanti lo seguono, estendendo l’intimità della parentela a tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica (19-21); seda il mare in tempesta con il suo comando (22-25); libera un uomo indomabile e bestiale da una legione di demoni (26-39); si lascia toccare da una donna considerata intoccabile a causa delle sue perdite di sangue e la guarisce (40-48); riporta in vita una ragazzina defunta (49-56); dona ai Dodici di predicare (fra questi non troviamo i sapienti re Magi, ma poveri pescatori) e di compiere guarigioni (Lc 9,1- 11); sfama migliaia di persone con cinque pani e due pesci (12-17); si trasfigura (28-36); compie un esorcismo che nessuno è in grado di attuare (37-43). Chi non si meraviglierebbe di fronte a tanto carisma e a tanta potenza? Sicuramente qualcuno, nella storia, ha avuto il coraggio di mettere in discussione le convenzioni del suo tempo come fece Gesù, ma nessuno, neanche oggi, in un’epoca di straordinarie invenzioni tecnologiche e scoperte scientifiche, potrebbe eguagliare le opere da Lui compiute 2000 anni fa.

Tuttavia, in risposta alla nostra sincera ammirazione, Gesù non si monta la testa, ma ci ricorda: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini» (Lc 9,44). Il suo obiettivo ultimo non è accattivarsi il favore delle folle, come le meteore della politica o del mondo dello spettacolo, non è affermarsi, non è imporsi, ma consegnarsi nelle mani degli uomini, donarsi, sapendo che questa donazione radicale significa lasciarsi strappare perfino la vita, senza reclamare alcun diritto per sé. Una dichiarazione del genere non può che lasciare senza fiato, tant’è che la nostra meraviglia di fronte ai gesti e i miracoli sopraddetti sbiadisce come la luna al sorgere del sole. Di fronte a tanto Amore gratuito e immeritato, non possiamo fare altro che richiamarcelo alla mente durante le nostre giornate, cercando spazi e momenti di silenzio interiore per lasciarci stupire sempre più dal Dio delle meraviglie.

Maria, aiutaci a coltivare la memoria del Tuo Figlio che si consegna alle nostre mani nella Passione, nell’Ostia, nella Parola, nei fratelli e nelle sorelle che ci circondano, perché cresca in noi non solo l’ammirazione, ma anche la gratitudine e il desiderio di assomigliargli sempre più, per diventare noi stessi Amore che si dona.

Suor Maria Chiara Amata



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