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24 marzo 2024 - Domenica delle Palme

Inizia la settimana santa.

 Nella settimana santa la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico in Gerusalemme fino alla sua beata passione e gloriosa risurrezione.

La Domenica delle palme « della Passione del Signore », nella quale la Chiesa dà inizio alla celebrazione del mistero del suo Signore morto, sepolto e risorto, unisce insieme il trionfo regale di Cristo e l'annunzio della sua gloriosa passione. I due aspetti del mistero pasquale vengano messi in luce nella catechesi e nella celebrazione di questo giorno.

 L'ingresso del Signore in Gerusalemme viene commemorato con la solenne processione, con cui i cristiani, imitando le acclamazioni dei fanciulli ebrei, vanno incontro al Signore al canto dell'« Osanna ».

 La processione sia una soltanto e fatta prima della Messa con maggiore concorso di popolo, anche nelle ore vespertine sia del sabato che della domenica. I fedeli si raccolgano in una chiesa minore o in altro luogo adatto fuori della chiesa verso la quale la processione è diretta. I fedeli partecipino a questa processione cantando e portando in mano rami di palma o di altri alberi. Il sacerdote e i ministri precedono il popolo, portando anch'essi le palme.

Le palme vengono benedette per essere portate in processione. Conservate religiosamente in casa, richiamano alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo celebrata in questo giorno con la processione.




Mc 11,1-10

+ Dal Vangelo secondo Marco


Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: "Perché fate questo?", rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito"».

Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.

Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:

«Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».


Parola del Signore.


... se muore, produce molto frutto ...



In genere quando viene letto il Vangelo della Passione, si avverte intensamente il desiderio tutto spirituale di fermarsi in un atteggiamento di contemplazione adorante, densa di stupore tanto che ci si chiede: "Come si è potuto giungere ad uccidere un Innocente? un errore giudiziario?".

Assolutamente sì, ma doveva, era "necessario", che Gesù morisse sulla Croce per dimostrarci l'amore del Padre verso di noi peccatori: sì, perchè Gesù è morto, versando tutto il suo Sangue Preziosissimo, per dare a noi la gioia di essere liberati per sempre dalla morte; morte, che non ha l'ultima parola, perchè il suo corpo Divino-umano, esangue nel livore di un fisico che sembra aver perduto ogni sembianza di bellezza (cfr. Is 53,12), che verrà veramente sepolto "in un sepolcro nuovo scavato nella roccia" (cfr. Mt 27,60), dopo tre giorni risorgerà glorioso.

Il sepolcro vuoto del nostro amato Redentore rimarrà nei secoli vuoto: ora, il "grande assente" occupa nel cielo, alla destra del Padre il trono di gloria e, Nuovo Mosè, intercede incessantemente per noi presso il Padre: questo è il compito ben preciso, che Egli solo può efficacemente svolgere.

Sappiamo che Padre, Figlio e Spirito Santo sono tutta e soltanto onnipotenza d'Amore: comunque vada la storia umana "alla fine tutto sarà bene" (Giuliana di Norwich, reclusa).

Infine, vorrei citare S. Teresa Benedetta della Croce, morta nel campo di concentramento di Auschwitz: "Il mondo è in fiamme... ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce è la via che dalla terra conduce al Cielo. Che l'abbraccia, con fede, amore, speranza, viene portato in alto, fino nel seno della Trinità.

Il mondo è in fiamme Desideri spegnerle? Contempla la Croce: dal cuore apereto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell'Inferno...".

Questa contemplazione ci muove ad "andare" a lenire le ferite di questa nostra povera umanità, offesa e vilipesa, torturata e uccisa in questo terribile inferno di una "guerra a pezzi" che sembra non finire mai.

Signore Gesù, quando hai gridato a gran voce e sei spirato, il centurione disse "veramente questo uomo era Figlio di Dio" (Mc v39).

Secondo l'affermazione di Caterina Emmerick, mistica, si convertì perchè quel grido è il grido di vittoria dei soldati valorosi.

Donaci di credere che Tu sei il Figlio di Dio, così da "accostarci al trono della grazia" (cfr. Eb 4,16), il Sacramento della riconciliazione, e celebrare nella tua Risurrezione, la nostra vita nuova.

Fa' che prendiamo, sempre di nuovo, consapevolezza della tua Presenza reale nell'ostia consacrata-corpo, anima, sangue e divinità - per crescere nell'Amore verso Dio - Trinità d'amore e i fratelli. Amen

sr M. Liliana

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