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23 luglio 2022 - sabato della XVI settimana del TO

Santa Brigida, religiosa, che, data in nozze al legislatore Ulfo in Svezia, educò nella pietà cristiana i suoi otto figli, esortando lo stesso coniuge con la parola e con l’esempio a una profonda vita di fede. Alla morte del marito, compì numerosi pellegrinaggi ai luoghi santi e, dopo aver lasciato degli scritti sul rinnovamento mistico della Chiesa dal capo fino alle sue membra e aver fondato l’Ordine del Santissimo Salvatore, a Roma passò al cielo.


Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver predetto prima del tempo la tua morte, per aver trasformato in modo mirabile, durante l'ultima Cena, del pane materiale nel tuo corpo glorioso, per averlo distribuito amorevolmente agli apostoli in memoria della tua degnissima passione, per aver lavato loro i piedi con le tue mani sante e preziose, dimostrando così l'immensa grandezza della tua umiltà.

Dalle «Orazioni» attribuite a santa Brigida



Gv 15,1-8 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore.

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto (Gv 15).

Il rimanere in Cristo è per noi cristiani fondamentale per il germoglio della fede che è in noi perchè possa sopravvivere. Se il fedele si stacca da Gesù, è condannato alla perdizione e la sua vita prima o poi inaridisce.

La scelta è chiara: o rimanere ancorati a Cristo e portiamo frutto, oppure come afferma la Parola "Chi non rimane unito alla vita viene gettato via come il tralcio e secca, poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano".

Sta a noi carissimi ad avere il buon senso di saper scegliere la qualità della vita.

Invochiamo il Padre celeste che ci ha inseriti in Cristo come tralci nella vera vite, e ci doni sempre il Suo Spirito perchè amandoci gli uni gli altri di sincero amore, diveniamo primizia di una umanità nuova e portiamo frutti di santità e pace.

sr M. Margherita

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