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10 dicembre 2022 - sabato della II settimana di Avvento


Mt 17, 10-13 Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.


Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

I versetti che oggi la liturgia ci propone sono preceduti dal brano della Trasfigurazione dove Gesù fu trasfigurato davanti ai suoi discepoli. Nel corso della Trasfigurazione apparvero ai discepoli Mosè ed Elia, che conversavano con Gesù. I discepoli, avendo visto il Messia, si stupiscono che Elia non abbia assolto il ruolo di precursore che gli assegnava Malachia:”Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore”(Ml 3,23) e domandano a Gesù: “Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?”. Gesù risponde loro che Elia è già venuto, ma nella persona di Giovanni Battista e non è stato riconosciuto.

Questi pochi versetti, tenedo come sottofondo l’episodio della Trasfigurazione che cosa dicono a noi oggi? Anche noi, rischiamo di non riconoscere più il passaggio di Dio nella nostra vita, rischiamo di dare per scontato le tante cose che abbiamo e che viviamo.

La Trasfigurazione è un momento di grande gioia, di sorpresa e anche di mistero per i discepoli. Anche a noi la vita riserva tante sorprese, belle o brutte, ci mette alla prova. La prova ha il ruolo di metterci a nudo, rivela ai nostri stessi occhi che tipo di persone siamo, chi o cosa cerchiamo e per chi o per cosa viviamo.

In quest’Avvento possiamo farci queste domande molto semplici: Come vivo le mie giornate? Come vivo i momenti di gioia e di dolore? Riconosco un passaggio e un messaggio di Dio in ciò che mi capita?

Per esempio, l’alzarsi il mattino può rivestire due volti: il volto di un problema e il volto di un’opportunità. Per qualcuno, alzarsi al mattino è un problema: una nuova giornata grigia, fredda, monotona, noiosa, malinconica, fastidiosa, pessima. Per altri, alzarsi al mattino è una gioia: la gioia di una tazzina di latte e caffe caldo, una bella smorfia nello specchio, il buongiorno di un amico, una preghiera sincera a Dio, un affidamento sincero alla Vergine Maria, l’arrivo di una bella sorpresa da parte di chi ami…

Non è importante ciò che ci capita ogni giorno, ma come affrontiamo ciò che ci capita.

Affidiamoci alla Vergine dell’Attesa, affinchè ci aiuti e ci insegni a vivere le nostre giornate in pienezza, perché la vita è una sola.

sr M. Benedetta

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