6 settembre 2020 - XXIII domenica del T.O.

Mt 18, 15-20 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore.

Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro

Nel Vangelo di Matteo 22,34-40, quando Gesù fu interrogato su quale è nella Legge il più grande comandamento, rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente e il tuo prossimo come te stesso”. Pienezza della Legge, dice S.Paolo nella 2° lettura, è la carità: carità verso Dio e verso il prossimo.

Sotto questa luce possiamo leggere il Vangelo di oggi: la correzione fraterna come carità fraterna. La disponibilità e il desiderio di camminare insieme esigono che ognuno accetti personalmente di essere “sentinella” per la vita e il cammino del fratello, perché egli possa seguire la via del Signore senza turbamento e con frutto. Il testo evangelico è molto impegnativo perché carica ogni discepolo della grande responsabilità di portare il cammino dell’altro. Nessun’uomo è un’isola, si vive nelle relazioni e a ognuno di noi, Dio chiede : “Dov’è tuo fratello?”(Gen. 4,9), poiché siamo custodi della vita del fratello. Nel momento in cui il fratello si manifesta nella sua luce meno gradevole –“se commetterà una colpa contro di te”- il vangelo ci chiede, piuttosto che di prendere una distanza, di farci ancora più vicini, più prossimi con la carità.

La carità è paziente, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (1Cor 13, 4-7). Nella nostra custodia del fratello, anche nella nostra correzione, dovremmo cercare di avere come metro la carità, per assomigliare di più ai sentimenti di Gesù e camminare sulla via che Lui ci ha tracciato. A volte, questo sembra veramente difficile con certi caratteri, però il Vangelo ci insegna ad andare oltre il sentire umano per accogliere e vivere di un sentire evangelico.

La prima cosa per vivere la carità fraterna, diceva padre Cesare Faletti in una sua conferenza, è accogliere il fratello così com’è, farlo esistere in sé, non nelle mie aspettative, neanche nella sua relazione a me, esiste in sé, io devo amarlo fuori di me.

La seconda cosa è guardarlo come lo guarda il suo creatore, non vederlo nelle sue “rughe”, ma come il Creatore lo ha creato e lo vede; c’è un fratello nascosto in quel fratello che Dio non ha finito di creare e io non posso giudicare ciò che è di Dio.

La terza cosa è scoprire la misericordia e la tenerezza di cui il fratello è oggetto, come lo sono io. Lui è amato da Dio, bravo o cattivo, e ha diritto di esistere proprio perché è amato da Dio e non perché è amato da me.

Ecco, queste sono tre cose da tenere presente sempre, non solo nella correzione fraterna, che pure è necessaria, ma in ogni nostro approccio al prossimo.

Chiediamo al Signore di cambiare il nostro sguardo per vivere la carità verso tutti.

sr M. Benedetta


In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: se il tuo fratello commete una colpa... va e ammoniscilo fra te e lui solo: se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello...

Prima di correggere un fratello o una sorella devo guardare in me stessa e togliere la trave dal mio occhio.

Vigila su te stesso ognuno infatti porta il suo fardello (cfr. Gal 6,15).

Chi crede di stare in piedi guardi di non cadere (1Cor 10,12),

Con la correzione fraterna ci sorreggiamo a vicenda.

Il fratello sorretto dal fratello è forte come un bastione regale (Pro 18,19).

Chi corregge un altro troverà alla fine più favore di chi ha una lingua adulatrice... Leali sono le ferite di un amico (Pro 28,23).

Fratelli se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo spirito correggetelo con spirito di dolcezza (Gal 6,1-5).

Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo (Ef 4,32).

"Non abbiate alcun debito se non quello di un amore vicendevole...

Ama e fa ciò che vuoi, sia che tu taccia, taci per amore, sia che tu parli, parla per amore... sia che tu corregga, correggi per amore; sia che tu perdoni, perdona per amore.

Sia mite la radice dell'amore, poichè da questa radice non può procedere che il bene"

(S. Agostino).

Maria Madre dell'amore insegnaci ad amare in Spirito e verità.

sr M. Emanuela

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