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4 novembre 2023 - sabato della 30a settimana del T.O.

Memoria di san Carlo Borromeo, vescovo, che, fatto cardinale da suo zio il papa Pio IV ed eletto vescovo di Milano, fu in questa sede vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo: indisse sinodi e istituì seminari per provvedere alla formazione del clero, visitò più volte tutto il suo gregge per incoraggiare la crescita della vita cristiana ed emanò molti decreti in ordine alla salvezza delle anime. Passò alla patria celeste il giorno precedente a questo.


Dal Discorso tenuto da san Carlo, vescovo, nell'ultimo Sinodo.

Tutti siamo certamente deboli, lo ammetto, ma il Signore Dio mette a nostra disposizione mezzi tali che, se lo vogliamo, possiamo far molto. Senza di essi però non sarà possibile tener fede all'impegno della propria vocazione.



Lc 14, 1.7-11 Dal Vangelo secondo Luca

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.

Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: "Cédigli il posto!". Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: "Amico, vieni più avanti!". Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».


Parola del Signore.


Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare...

Il Vangelo di oggi ci parla dell'umiltà.

Tutti noi "persone umane" dovremmo essere umili, capire cioè che siamo veramente poco, soggetti a malattie, eventi naturali, incienti... ma quasi sempre ci crediamo onnipotenti.

Quando poi cerchiamo di essere umili, generalmente facciamo un po' ridere perchè ci auto-abbassiamo con le nostre parole e gesti, ma quando, chi ci sta intorno, ci ridimensiona un po', andiamo su tutte le furie: proprio chi non sa che cosa sia l'umiltà.

L'etimologia della parola umiltà è da ricondursi al latino humus = terra, pertanto humilis = umile è colui il quale proviene dalla terra, sta in basso. Interessante ricordare che anche la parola uomo deriva dalla radice sanscrita bhu- che successivamente divenne hu- (da cui anche humus). Uomo significa quindi "creatura generata dalla terra, creatura umile " (https://www.etimoitaliano.it/2014/01/umilta.html).

Interessante questo legame tra uomo e umiltà che spiega la scelta del Figlio di Dio di umiliarsi: "Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce" (Fil 2).

Se Dio si è tanto abbassato, non dovrebbe essere così difficile per noi riconoscere la nostra insufficienza, ma la nostra superbia, legata al peccato del paradiso terrestre, è sempre molto grande.

Come fare allora? L'umiltà, mi sembra, che sia una virtù che non possiamo decidere di darci, ma possiamo cercare di viverla giorno dopo giorno nei piccoli avvenimenti e contraddizioni in cui siamo coinvolti.

Gesù, che come abbiamo visto è esperto di umiliazioni, ci dia la forza di accettare le piccole e grandi umiliazioni e Maria, umile serva del Signore ci dia la capacità per vivere i SI' che ci sono richiesti.

Buona giornata!

sr M.Chiara


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