4 gennaio 2026 - 2a domenica del tempo di Natale
- Comunità Monastero Adoratrici

- 3 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Gv 1, 1-18
Dal Vangelo secondo Giovanni
[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.]
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
Giovanni gli rende testimonianza e grida: "Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me".
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.
Parola del Signore.

Oggi è la seconda domenica di questo tempo di Natale. Siamo tutti protesi alla grande Manifestazione del Signore, verso l'Epifania di Gesù. Ancora una volta la liturgia ci fa contemplare il Prologo di Giovanni, ma cerchiamo di non accoglierlo come cosa già udita più volte, o già letta tante volte. Riceviamolo come dono del Signore in questi giorni. Infatti, "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo". (Eb 1,1-2). Il Figlio Gesù è novità di vita per noi, ogni giorno la sua Parola fatta carne ci raggiunge e illumina la nostra vita, illumina il nostro sentiero. Quello che noi conosciamo come Prologo di Giovanni, dagli studiosi è ritenuto un antico Inno che le comunità cristiane cantavano per onorare l'Incarnazione del Verbo.
E' bello "sintonizzarsi" con questi fratelli cristiani che già migliaia di anni fa cantavano la gloria di Dio, fatto uomo per noi e per la nostra salvezza. Se siamo tra coloro che hanno accolto il Verbo, diverremo anche noi figli di Dio, "quelli che credono nel suo nome". Sì, Signore, anche noi vogliamo diventare ed essere veramente figli Tuoi. "Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è" (1Gv 3,1-2).
Gesù non ha disdegnato di assumere la nostra natura mortale, per poterci salvare. Anche noi non disprezziamo la nostra natura, che fino ad oggi soffre e geme in tante tribolazioni, a volte attorno a noi, a volte accanto a noi, a volte molto distante da noi. Ma accogliamola così come è, fragile, misera, impotente tante volte: la salvezza ci viene dall'Agnello, nostro Redentore, vincitore del peccato e della morte. Proviamo anche oggi a dire il nostro grazie a Maria, che ha compiuto la volontà di Dio, accogliendo Gesù nel suo grembo verginale.
Senza il suo Sì, non avrebbe potuto compiersi la nostra salvezza.
Grazie, Maria!



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