27 febbraio 2021 - sabato della I settimana di Quaresima

Aggiornato il: apr 11

Mt 5, 43-48 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore.


... egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni ...

La Bibbia sa che si può perdere la speranza per diverse ragioni. La vanità dell’esistenza, la deludente constatazione che il mondo non cambia mai, la ripetuta esperienza del peccato che non riusciamo a scrollarci di dosso. Nonostante queste o altre ragioni che potrebbero annullare la speranza, il cristiano si ostina a sperare. Gesù stesso ha sperimentato sulla sua pelle tutte le ragioni contro la speranza. L’abbandono delle folle, l’insuccesso della parola, l’incomprensione e l’abbandono dei discepoli, la morte. Dove ha trovato Gesù la forza per mantenere intatta la sua fiducia? La speranza di Gesù non si lascia distruggere dall’insuccesso o dall’abbandono, perché è profondamente fondata sulla certezza della presenza del Padre. Colpisce il silenzio di Gesù durante la sua Passione. Attorno a Lui tutto si agita, ma Egli è in silenzio. È il silenzio del giusto. Di fronte all’avversario che lo accusa e all’ingiustizia che lo colpisce, il giusto conserva intatta la propria dignità perché ha fiducia nel Signore. Non si agita, non si difende, certo che penserà Dio a difenderlo.

Da un lato il Crocifisso sembra essere la sconfitta della speranza, dall’altro ne è il più solido fondamento. A motivo della Risurrezione, certamente: la verità che si voleva far tacere è risuonata più forte di prima. Il Crocifisso è la figura di un amore che nessuna violenza è riuscita a scoraggiare e che all’ostinazione del rifiuto oppone l’ostinazione del perdono. Poggiasse sulla nostra bontà, equilibrio psicologico, la nostra fiducia, l’amore per i nemici, sarebbero assai fragili. Invece poggiano sull’amore di Gesù, che nulla può scoraggiare e su un perdono più ostinato del rifiuto. Buona giornata,

sr. M. Barbara

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