25 marzo 2026 - Solennità dell'Annunciazione del Signore
- Comunità Monastero Adoratrici

- 2 giorni fa
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Nove mesi prima del Natale del Signore, la solennità dell'Annunciazione celebra il misterioso incontro tra Dio e l'uomo nel grembo di una donna. Maria, «giardino chiuso», «fontana sigillata» (Ct 4, 12), accoglie la parola di Dio e si lascia fecondare dallo Spirito che su di lei, nuova Tenda dell'incontro, stende la sua ombra (cf. Lc 1, 35; Es 40, 34-35), tessendo nel suo grembo l'umanità di Cristo, l'Uomo Nuovo, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo. Attraverso l'«eccomi» di Maria (Lc 1, 38) si compie il fiat del Figlio di Dio il quale, entrando nel mondo, dice: «Un corpo mi hai preparato[...]. Allora ho detto: "Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà"» (Eb 10, 5.7). Nei primi secoli, la festa dell'Annunciazione rimase inserita nel ciclo natalizio; solo dal secolo VII diede luogo a una specifica ricorrenza liturgica.
Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.

«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio».
Questa parola, rivolta a Maria, è un invito ad acconsentire a ciò che Dio le chiede, al dono di Dio per lei. Maria ascolta e si dispone ad accogliere qualcosa che non può comprendere appieno: è chiamata a diventare la Madre del Salvatore, la Madre del Figlio dell’Altissimo, la Madre di Dio. La vita le insegnerà a camminare nel buio appoggiandosi alle promesse di Dio, a essere pellegrina nella fede, perché quel Figlio di cui sarà madre – Figlio dell’Altissimo, divenuto uomo – nascerà e crescerà come ogni bambino, diverrà ragazzo, sarà un uomo come gli altri, senza fama e senza gloria, e Lei rinnoverà costantemente il suo sì alle promesse di Dio, scegliendo di non tirarsi mai indietro.
Nella vita ci sono scelte che ci chiedono di rinnovare il nostro sì ogni giorno, quando splende il sole e quando tutto è buio. Questo è possibile perché “nulla è impossibile a Dio”, ciò che a noi pare impossibile, con il Signore diviene possibile. Egli rimane accanto a noi e si fa nostro rifugio nelle prove: diviene la Roccia, dove posare il capo; il Pastore in cerca della pecorella smarrita e il Compagno di viaggio, come per i discepoli di Emmaus, lungo i giorni della vita. La sua presenza accanto a noi rende possibile il nostro rimanere, dove siamo, pur trovandoci nella complessità delle situazioni talvolta incomprensibili, senza che venga meno la fiducia, il respiro profondo di chi continua, per sola sua grazia, a sentirsi vivo e amato. Maria, che sotto la croce è diventata nostra madre, ci tiene per mano nei passi da compiere. Lei conosce la gioia e le prove di chi segue il Signore, perché accettando di essere Madre del Verbo ha imparato la docilità del discepolo, di chi acconsente a un progetto che non è suo, perché viene dall’alto.



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