14 maggio 2026 - giovedì della 6a settimana di Pasqua
- Comunità Monastero Adoratrici

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Festa di san Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l'Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della risurrezione.
Per questo disse: "Bisogna che tra coloro che ci furono compagni" con quel che segue (At 1, 21-22). Osserva quanta oculatezza richieda nei testimoni, anche se doveva venire lo Spirito; tratta con grande diligenza questa scelta. "Tra questi uomini", prosegue, "che sono stati con noi tutto il tempo che visse tra noi il Signore Gesù". Parla di coloro che erano vissuti con Gesù, non quindi semplici discepoli. All'inizio molti lo seguivano: ecco perché afferma: Era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù.
Dalle "Omelie sugli Atti degli Apostoli" di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Gv 15, 9-17
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
"Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri".
Parola del Signore.

"Vi ho chiamati amici". Il vangelo di oggi ci annuncia quell'amore così intenso che il Signore riversa su tutti i suoi discepoli, oggi su Mattia.
Se nell'AT gli uomini fedeli a Dio erano servi e si riconoscevano onorati da questo titolo, che anche Maria usa al momento dell'annunciazione, ora con Gesù l'Uomo -Dio che ha unito l'esperienza dell'amore umano a quello divino i suoi discepoli diventano amici e colei che si è dichiarata serva non deve temere di ritenersi Madre. Questo dono ineffabile il Signore lo conserva anche a coloro che lo tradiscono: "Amico per questo sei qui!" disse a Giuda giunto nel giardino del Getsemani per tradirlo. L' amore di Gesù diventa perdono che reintegra Pietro, dopo il rinnegamento: gli chiede per tre volte se lo ama e usa il verbo dell'amicizia: col perdono di Gesù veramente tutto torna come prima, più intensamente di prima.
Da parte del Signore ci è richiesta la consapevolezza della mente e del cuore per accogliere il suo dono. Che amore sarebbe se non ne fossimo consapevoli? Così riconosciamo la Tua signoria: convertendoci al Tuo amore.
Faccio mia questa bellissima preghiera della beata sr Lionella Sgarbati:
"Signore fa' violenza alla mia mente, Signore impossessati totalmente di questa mia mente te ne prego qui in ginocchio davanti a Te. Fammi questo dono di amore, fammi questo dono di prendere tra le tue mani questa mia mente. Tu lo sai quanto io ti scivoli via da tutte le parti. Tienimi nelle tue mani, abbi pietà di me. Tu lo sai che è con tutta verità e sincerità di cui sono capace che ti dono me stessa".
Quest'anno un particolare in questo giorno ricordiamo Don Mattia per tanti anni parroco di Pralormo e gli espriamo con la preghiera lanostra riconoscenza contando sulla sua intercessione.



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