25 aprile 2020 -sabato della II settimana di Pasqua

Aggiornato il: mag 22

Festa di san Marco, Evangelista, che a Gerusalemme dapprima accompagnò san Paolo nel suo apostolato, poi seguì i passi di san Pietro, che lo chiamò figlio; si tramanda che a Roma abbia raccolto nel Vangelo da lui scritto le catechesi dell’Apostolo e che abbia fondato la Chiesa di Alessandria.


La Chiesa, sparsa in tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede nell’unico Dio, Padre onnipotente, che fece il cielo, la terra e il mare e tutto ciò che in essi è contenuto (cfr. At 4, 24). La Chiesa accolse la fede nell’unico Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza.


Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo




Mc 16, 15-20

Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.


Il Signore Gesù ... fu elevato in cielo

L’ultima parola di Gesù ai discepoli è il comando di partire: ”Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”. È una mandato preciso, non è facoltativo. La comunità cristiana è una comunità ”in uscita”, “in partenza”. Di più: la Chiesa è nata ”in uscita”. (Papa Francesco)

Però prima di “andare”, penso che dobbiamo imparare “a stare” per capire il “come” andare.

Nel Vangelo di Marco 3, 13 dice che Gesù “chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con Lui” e poi per mandarli a predicare, scacciare i demoni….Gesù ci chiama a stare con Lui e dopo ci manda in missione, non dobbiamo identificarci con il “mandato”, tutto è centrato sullo stare con Lui. E poi, è Gesù stesso che ci “manda” e Lui ci chiede di essere accolto per diventare il nostro compagno di viaggio, Lui si fa avanti, come con i discepoli di Emmaus: ”Gesù in persona si accostò e camminava con loro”.(Lc 24,14)

La risposta al “come” ci viene dalla lettera ai Corinzi, cap. 12, dove Paolo parla del corpo della Chiesa. È importante capire che ognuno ha la sua parte nel corpo di Cristo. “Ora voi siete corpo di Cristo e ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?“. No. Però aggiunge: ”Desiderate intensamente i carismi più grandi, e allora vi mostrerò la via più sublime che è la carità”.

Tutti possiamo andare ad evangelizzare con la carità, incominciando da chi ci vive accanto ogni giorno. Papa Francesco dice sempre che la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione. Cos’è che attrae e riscalda il cuore più di un sorriso, una buona parola, un abbraccio, un aiuto anche concreto?

Il Papa Francesco in un discorso del 1 giugno 2014, ha detto anche a noi, comunità monastiche, di essere sempre “in uscita” con la preghiera, con il cuore aperto al mondo, agli orizzonti di Dio. Noi viviamo in clausura per scelta, molti oggi sono “costretti” in casa . Con la preghiera e con la carità, uniti a Cristo, tutti, possiamo arrivare dappertutto.

Buon viaggio missionario virtuale a tutti e tanti auguri a tutti coloro che portano il nome di Marco, oggi nella festa dell’ Evangelista Marco.

Sr. M. Benedetta


34 visualizzazioni
LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

INDIRIZZO

Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

Via del Santuario, 22

​Pralormo (TO) 10040 Italia

tel 0119481192

adoratrici@gmail.com

farebene.png

© 2019 Monastero Adoratrici Pralormo

  • YouTube