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23 luglio 2023 - 16a domenica del T.O.

Santa Brigida, religiosa, che, data in nozze al legislatore Ulfo in Svezia, educò nella pietà cristiana i suoi otto figli, esortando lo stesso coniuge con la parola e con l’esempio a una profonda vita di fede. Alla morte del marito, compì numerosi pellegrinaggi ai luoghi santi e, dopo aver lasciato degli scritti sul rinnovamento mistico della Chiesa dal capo fino alle sue membra e aver fondato l’Ordine del Santissimo Salvatore, a Roma passò al cielo.


Onore a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver sudato sangue dal tuo corpo innocente nel timore della passione e della morte, operando tuttavia la nostra redenzione che desideravi portare a compimento, mostrando così chiaramente il tuo amore per il genere umano.

Dalle «Orazioni» attribuite a santa Brigida



Mt 13, 24-43

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio"".

Espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami".

Disse loro un'altra parabola: "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata".

Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: "Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo".

Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!".


Parola del Signore.


Da dove viene la zizzania?

NEL GRANAIO DEL SIGNORE

Il Vangelo di oggi sembra prolungare e approfondire quello di domenica scorsa: dopo la parabola del seminatore, oggi Gesù ci presenta quella della zizzania nel campo. Approfondisce, così, una dinamica molto forte che abita il cuore di tutti noi: siamo battezzati, desideriamo vivere una vita buona, lasciarci guidare dal Vangelo, ma scopriamo che nel campo del nostro cuore non c’è solo seme buono. Eppure, il padrone ha messo del seme buono nel suo campo: da dove viene allora la zizzania? E Gesù ci risponde con chiarezza: Un nemico ha fatto questo. Il nemico agisce quando tutti dormono: vuole ingannare, agire di nascosto, mentre Gesù agisce nella luce, e chiede a noi di camminare nella luce. L’iniziativa nostra sarebbe quella di sradicare la zizzania, prima che infesti la buona piantagione, ma Gesù ci invita ad avere pazienza: la risposta che mette in bocca al padrone del campo, interpellato dai servi, è un categorico NO. Dobbiamo lasciare che il grano e la zizzania crescano insieme: penso voglia anche dire avere pazienza con noi stessi, con i nostri limiti, con quello che ci pesa di noi, che sentiamo ci ostacola, ci appesantisce. Così fa Gesù con noi: ha pazienza dei nostri tempi lunghi, non si scandalizza delle nostre infedeltà, si lascia addirittura umiliare dai nostri peccati, purché possiamo ritornare alla vita con Lui. Per questo san Paolo, nella seconda lettura di questa domenica tratta dalla lettera ai Romani, può esclamare: Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio. Tutto? Tutto!!

Una forma di zizzania che il nemico semina nel nostro cuore sono i pensieri malvagi, che i Padri del Deserto hanno approfondito bene, scandagliando il loro cuore per entrare in una preghiera più vera e profonda. Uno di essi disse: "Non appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni cantici e salmi poiché la prima preoccupazione alla quale lo spirito si apprende fin dall'aurora, esso continua a macinarla come una mola per tutto il giorno, sia grano, sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a gettar grano, prima che il tuo nemico getti zizzania".

La nostra prima preoccupazione è capace di segnare tutto il corso della nostra giornata, e siamo felici di testimoniare che, iniziando la nostra giornata di buon mattino, segnando la nostra bocca col segno della Croce e cantando “Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode”, noi possiamo contribuire a far sì che il resto della giornata trascorra nella lode di Dio. Il nemico continuerà a seminare la sua zizzania, il turbamento, lo scoraggiamento, gli affanni e distrazioni: ma desideriamo “macinare” il grano buono, perché desideriamo essere raccolti nel granaio del cielo. Infatti, sebbene crescano insieme grano e zizzania, la differenza la farà il loro destino: questa sarà raccolta in fasci e bruciata, mentre il grano sarà riposto nel granaio del Padrone! Allora, nonostante l’imperversare della calura, buona “coltivazione” a tutti!

Sr Anna Maria

pubblicata sulla Gazzetta d'Asti



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