14 febbraio 2021 - VI domenica del T.O.

Festa dei santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo. Questi due fratelli di Salonicco, mandati in Moravia dal vescovo di Costantinopoli Fozio, vi predicarono la fede cristiana e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Venuti a

Roma, Cirillo, il cui nome prima era Costantino, colpito da malattia, si fece monaco e in questo giorno si addormentò nel Signore. Metodio, invece, ordinato da papa Adriano II vescovo di Srijem, nell’odierna Croazia, evangelizzò la Pannonia senza lesinare fatiche,

dovendo sopportare molti dissidi rivolti contro di lui, ma venendo sempre sostenuto dai Romani Pontefici; a Staré Mesto in Moravia, il 6 aprile, ricevette il compenso delle sue fatiche.


Il giorno dopo vestì il santo abito monastico e aggiungendo luce a luce si impose il nome di Cirillo.

Dalla «Vita» in lingua slava di Costantino Cirillo



Mc 1, 40-45 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro".

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte. Parola del Signore.


... sii purificato!

«Guarda di non dir niente a nessuno, ma va’, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro» (Mc 1,44). Che il lebbroso sia anche un po’ duro d’orecchi? Gesù gli chiede espressamente di non divulgare la notizia del miracolo e di seguire, invece, l’iter previsto dalla Legge, offrendo così una testimonianza anonima, ordinaria. Chissà se l’uomo risanato ha ascoltato questa richiesta. Magari sì, ma superficialmente, e non le ha dato peso. Oppure l’ha ascoltata bene, ma non capendone il senso, ha deciso che sarebbe stato meglio che tutti sapessero tutto subito: è arrivato Gesù, la soluzione di ogni problema! In fondo, non fa altro che dare una mano al Salvatore, diffondendone la fama. In fondo, ammettiamolo, la scelta migliore è sempre la nostra e se, come il lebbroso, non concordiamo con ciò che il Signore ci chiede in modo chiaro perché ci sembra insensato, non indugiamo a fare di testa nostra.

Obiezione: Gesù non parla a noi chiaramente come ha parlato al lebbroso. Come facciamo a conoscere la Sua Volontà per vivere in conformità ad essa? Come si fa ad ascoltare la voce di Dio? La nostra epoca bandisce il silenzio e l’ascolto. Non sappiamo più ascoltare nemmeno chi ci parla a pochi centimetri di distanza, figuriamoci se siamo in grado di sentire la voce di Dio. La nostra mente è molto affollata e il silenzio, essenziale per l’ascolto, non può respirare liberamente in noi. A dire la verità, ci incute timore. Preferiamo scansarlo e i mezzi moderni come la TV ci rendono un ottimo servizio in tal senso.

Eppure, il Padre provvidente sceglie il silenzio interiore per parlarci. Come un innamorato, ci attende nell’intimità. Vuole dialogare con noi. Come un’esperta guida di montagna, vuole condurci sul sentiero sicuro della Sua Volontà, che è Amore. Come un genitore, è pronto ad ammonirci quando intuisce che vogliamo fare di testa nostra, rischiando di precipitare da un dirupo che non vediamo. Come un maestro, ci rivela aspetti di noi da correggere. Il volto misericordioso del Salvatore si serve di vari mezzi per svelarci la Sua voce, ma aspetta paziente il nostro silenzio... altrimenti, come possiamo cogliere il Suo passaggio? Dunque, obiezione respinta.

Maria, Madre del silenzio e dell’ascolto, aiutaci a tacere e ad accogliere la Volontà Divina come fai tu. Magari non capiremo tutto subito. Nemmeno tu hai compreso tutto subito, ma a differenza del lebbroso, sei rimasta ancorata umilmente a Dio e sei stata capace di offrire al mondo una testimonianza nascosta.

Quanto a noi, si avvicina il Tempo di Quaresima, che conosciamo come tempo di digiuno. Sapete, potremmo digiunare da tanti rumori, tante parole e tanti pensieri inutili. Non perché si deve o perché si è sempre fatto così, ma per chiedere al Signore: «Parlami!». Se avremo il coraggio di lasciare un vuoto, un silenzio in noi perché Gesù parli, forse sarà la volta buona che coglieremo la Sua voce tanto sconosciuta e tanto desiderata.

Maria Chiara

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