10 novembre 2019 - domenica XXXII settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Memoria di san Leone Magno, papa e Dottore della Chiesa


Nato in Toscana e salito sulla cattedra di Pietro nel 440, fu vero pastore e autentico padre di anime. Cercò in ogni modo di mantenere salda e integra la fede, difese strenuamente l’unità della Chiesa, arrestò, per quanto gli fu possibile, le incursioni dei barbari, e meritò a buon diritto di essere detto Leone «il grande». Morì nel 461.


La comunione di tutti con questa nostra Sede è, quindi, o carissimi, il grande motivo della letizia. Ma gioia più genuina e più alta sarà per noi se non vi fermerete a considerare la nostra povera persona, ma piuttosto la gloria del beato Pietro apostolo.

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa




Lc 20, 27-38 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Parola del Signore

perché tutti vivono per lui.

Questo Vangelo della XXXII domenica per annum finisce in gloria, perché Gesù dice: “Il nostro Dio è il Dio dei vivi, per lui tutti vivono”. Ecco, la nostra comunione è con Colui che è il Dio vivente. La vita è il più grande dono che Dio fa a ogni creatura. Dio crea la vita dell’uomo e la conserva per la vita eterna. La Sacra Scrittura dice “Tu, o Signore, hai tutto disposto con misura, calcolo e peso” ma Dio dice solo dell’uomo “Ti ho amato di amore eterno”.

Che bello! Nella vita di ogni uomo ci sono le grandi ore in cui l’eternità entra nell’attimo del cuore come grazia e benedice Dio, il nostro Dio che è il Dio dei vivi. La vita dell’uomo è l’Eternità.

Sr M. del Buon Consiglio


Cristo Risorto ha vinto la morte e più non muore. Il nostro Dio è il Dio dei vivi e non dei morti. In Lui, tutti vivono. Il punto di appoggio per confermare la risurrezione è sempre Gesù risorto.

Partecipa alla risurrezione di Cristo chi crede al mistero pasquale. La risurrezione, come anche il regno di Dio, è un dono della grazia divina. Ci sarà una risurrezione per i giusti e per gli ingiusti, ma solo per i giusti sarà gloriosa. I sadducei non credevano alla risurrezione, si facevano beffe di Gesù. Andarono da Lui per metterlo alla prova e gli posero il quesito di sette fratelli sposati uno dopo l’altro a una stessa donna. Uno dopo l’altro morirono senza lasciare discendenza; alla fine morì anche la donna. Gli chiesero: alla risurrezione dei morti chi di loro sette l’avrà in moglie? Gesù forse sorrise conoscendo che volevano metterlo in difficoltà. Rispose loro: coloro che sono fatti degni di partecipare nel secolo futuro alla risurrezione, saranno come angeli di Dio. Se non crederete che “Io sono” morirete nei vostri peccati. Gesù Risorto dona la vera vita a coloro che credono. Io sono la Risurrezione e la Vita! Per fare la verifica della sua risurrezione Gesù invita l’apostolo incredulo, Tommaso, con le stesse parole che lui, otto giorni prima, aveva pronunciato davanti agli altri: “Se non vedo e non metto il dito nelle sue piaghe, non crederò!”

Vedendo Gesù risorto e mettendo il dito nelle sue piaghe, Tommaso fece la più bella professione di fede: “Mio Signore e mio Dio”. Gli disse Gesù: perché hai visto, hai creduto. Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno. Gesù non muove nessun rimprovero a Tommaso, ma lo aiuta a credere. Ora è possibile sperimentare la presenza di Gesù risorto nella sua Chiesa. La fede cristiana ora si fonda sulla testimonianza degli apostoli. Era necessaria l’esperienza sensibile del Risorto, perché gli apostoli potessero proclamare a tutti: Abbiamo visto il Risorto!

Sr. M. Consolata

Scrive un Padre della Chiesa: “La speranza della risurrezione è la radice di ogni buona azione; l’attesa della mercede irrobustisce l’anima per il compimento del bene. Ogni operaio è pronto a sopportare la fatica se ne prevede la ricompensa … Ogni anima che crede nella risurrezione ha cura di se stessa, quella invece che non crede si abbandona alla rovina … La fede nella risurrezione dei morti è un grande insegnamento della Chiesa Cattolica, grande e necessario …” (Cirillo di Alessandria, Cat. 18,1)

Il Signore è Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui. Questa è la nostra fede. Dopo che saremo morti Dio ci risusciterà a vita nuova ed eterna. Perché siamo figli di Dio. Carissimi, fin da ora siamo figli e non si è ancora manifestato quel che saremo. Sappiamo che quando si sarà manifestato saremo simili a lui perché lo vedremo come Egli è.

E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di polvere, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. Questo corpo mortale sarà rivestito di immortalità.

Io sono la porta, dice Gesù. Credete in Dio e credete anche in me. Ritornerò e vi prenderò con me, affinché dove sono io siate anche voi. Cristo è la primizia di coloro che sono morti.

Se lo spirito di colui che risuscitò Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò da morte Gesù darà la vita anche ai vostri corpi mortali in forza dello Spirito che abita in voi.

Noi tutti a viso scoperto, rifletteremo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine di gloria in gloria, secondo l’azione dello spirito del Signore.

Questa è la volontà del Padre mio. Chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Il Padre dà la vita eterna a chi passa attraverso l’adesione al Figlio. Chi crede in me, dice Gesù, ha la vita eterna. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Grazie Gesù per questo ineffabile dono che si rinnova ogni mattino nella Santa Messa. Nutrici e trasformaci in te già da ora per poter dire con san Paolo: Non sono più io che vivo, Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ama e mi dà se stesso come nutrimento per la vita eterna.

Sr. M. Emmanuela

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