29 aprile 2026 - mercoledì della 4a settimana di Pasqua
- Comunità Monastero Adoratrici

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Festa di Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, che, preso l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, si sforzò di conoscere Dio in se stessa e se stessa in Dio e di rendersi conforme a Cristo crocifisso; lottò con forza e senza sosta per la pace, per il ritorno del Romano Pontefice nell’Urbe e per il ripristino dell’unità della Chiesa, lasciando pure celebri scritti della sua straordinaria dottrina spirituale.
O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue dell’Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena, vergine
Mt 11, 25-30
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

Il Vangelo che oggi la liturgia ci offre nella festa di santa Caterina, patrona d’Italia e d’Europa, è un invito a mettersi con semplicità davanti al Signore, guardando come Lui si mette davanti al Padre, contemplando la sua preghiera e la sua relazione con il Padre. Gesù ringrazia il Padre per aver rivelato ai piccoli le cose del regno. Piccolo, secondo il Vangelo, è chi, pieno di fiducia nel Signore, si aspetta tutto da Lui, perché crede che l’unica vera fonte per trovare ristoro sia Lui. Gesù – che, assumendo una condizione di servo e diventando simile agli uomini, svuotò se stesso (cfr. Fil 2,7) – è il vero modello della piccolezza.
E allora noi, suoi discepoli, siamo chiamati a camminare sulle sue orme. Come? Il brano di Vangelo, che la liturgia ci presenta, ci aiuta:
- benedicendo e ringraziando il nostro Padre provvidente perché “Egli pensa più a noi – direbbe il nostro santo Cottolengo – di quanto noi pensiamo a lui”: «Ti rendo lode, Padre…».
- riservando un tempo della nostra giornata a leggere e meditare la Parola di Dio per conoscere il Figlio che ci svela il volto del Padre e ci porta a prendere coscienza che anche noi come Lui – in Lui, con Lui e grazie a Lui – siamo figli amati: «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
- non dimenticandoci che nelle fatiche e nelle prove – il peso quotidiano del vivere – Lui, «mite e umile di cuore», ci attende per offrirci il suo conforto e la sua pace – «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» – che ci rendono capaci di portare la nostra croce.
Santa Caterina, che ha vissuto una vita breve ma intensa e così pregava:
«O Trinità eterna, o mare profondo!
E che più potevi dare a me che te medesimo?
Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma.
Tu sei un fuoco che toglie ogni freddezza,
e illumini le menti con la tua luce.
Bellezza sopra ogni bellezza.
Sapienza sopra ogni sapienza.
Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.
Tu vestimento che ricopre ogni mia nudità.
Tu cibo che pasci gli affamati con la tua dolcezza.
Tu sei dolce senza alcuna amarezza. O Trinità eterna!»
interceda per noi perché possiamo vivere un’esperienza sempre più profonda nella conoscenza del Padre e del Figlio nello Spirito per ricevere il conforto e il coraggio di cui abbiamo bisogno ogni giorno per dare la nostra testimonianza di credenti.



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