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10 luglio 2022 - XIV settimana domenica del Tempo Ordinario

Lc 10, 25-37 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?". Costui rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". Gli disse: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?". Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".


Parola del Signore.

Lode a Te o Cristo.


Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?

AL MIO RITORNO …

Il Vangelo di questa domenica ci regala la bellissima pagina del Buon Samaritano, che è preceduta dall’ardita domanda di un dottore della legge. Penso sia stato molto bello che, quel giorno, quell’uomo abbia voluto giustificarsi, domandando a Gesù del suo prossimo. Questo gli ha permesso di regalarci la splendida parabola.

Innanzitutto, fa sempre bene, e l’estate forse ce ne può offrire qualche occasione propizia, fermarsi a riflettere sulla vita eterna. Ma dalla prospettiva giusta: non di cose che dobbiamo fare per meritarcela, ma di apertura di cuore e di fede per accoglierla come dono da parte di Dio. Il nostro uomo vecchio, infatti, punterà sempre a conquistare, dal di fuori, ogni cosa, mentre l’uomo nuovo, che abbiamo rivestito nel Battesimo in Cristo, scopre di essere già immerso in un fiume di grazia, di aver già ricevuto tutto dal dono che Cristo ha fatto di sé, e di questo fa continuamente memoria grata.

Qualche tempo fa, ho sentito un’immagine molto bella a proposito dell’escatologia, cioè delle cose ultime, cui in qualche modo il dottore della legge allude facendo la domanda a Gesù. Potremmo paragonare – si diceva - ciò che ci attende dopo questa vita a due fidanzati, dei quali lui dice: Basta! Ma non perché è finito l’amore tra noi, ma perché adesso io vado a preparare la casa nella quale abiteremo per sempre, saremo sempre insieme. Non dovrai più aspettarmi al mattino che arrivi da te per prendere insieme il caffè, ma saremo sempre insieme. Gesù, in fondo, con la sua Ascensione al cielo dopo la Pasqua, ha fatto così, è andato a prepararci un posto: ce lo ha promesso, e la vita eterna sarà rimanere sempre con il Signore!

La parabola del buon samaritano è stata anche ampiamente approfondita da Papa Francesco nella sua recente enciclica Fratelli tutti. Il Papa si appella, in qualche modo, a questa parabola per risvegliare qualcosa nel cuore dell’uomo contemporaneo, soprattutto dell’uomo religioso. Scrive: “In quelli che passano a distanza c’è un particolare che non possiamo ignorare: erano persone religiose. Di più, si dedicavano a dare culto a Dio: un sacerdote e un levita. Questo è degno di speciale nota: indica che il fatto di credere in Dio e di adorarlo non garantisce di vivere come a Dio piace. … Il paradosso è che, a volte, coloro che dicono di non credere possono vivere la volontà di Dio meglio dei credenti”. Lasciamoci scuotere e mettere in crisi da queste parole, per risvegliare in noi l’attesa del ritorno del Signore.

Lui lo ha promesso: al mio ritorno ti pagherò … E il Signore è di parola!

Sr Anna Maria

pubblicato sulla Gazzetta d'Asti


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