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  • 11 aprile 2021 - II domenica di Pasqua (o della Divina Misericordia)

    Gv 20, 19-31 Dal Vangelo secondo Giovanni La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Parola del Signore. Alla presenza del Risorto i discepoli diventano i testimoni di una luce nuova che apre gli occhi del loro cuore. Altrimenti come potrebbero vedere un Uomo torturato atrocemente, che li invita a fissare lo sguardo nelle sue piaghe e gioire? Colui che hanno visto Crocifisso si presenta vincitore, ma non come colui che si vendica dei suoi nemici: la vista delle sue ferite non suscita tristezza, non incita all'odio, ma riflette la bellezza del suo amore misericordioso che si è chinato su tutti e non tratta nessuno "come merita", ma secondo la grandezza del suo amore divino, che perdona l'imperdonabile. Egli sta in mezzo a loro, e sta oggi in mezzo alla Chiesa, come la fonte perenne della misericordia, come la Roccia che fa scaturire torrenti di acqua sempre viva per la nostra riconciliazione e guarigione. I discepoli accolgono la sua parola: "Pace a voi!", accolgono lo Spirito del perdono e della misericordia che libera il loro animo chiuso dalla paura verso i Giudei, dalla delusione verso il loro Maestro, dallo sconforto e dal senso di colpa verso loro stessi, che avevano rinnegato, tradito, abbandonato Chi aveva fatto loro del bene. Non c'è nulla di più grande per un essere umano che essere rigenerato nel perdono, nello sperimentare che il male operato o subito da parte di altri viene trasfigurato dall'amore col quale ti ama Colui che ti perdona e ti dà la forza di perdonare. Il loro cuore viene aperto e santificato dalla forza dello Spirito che il Risorto “alita” su di loro, in una nuova creazione. Ma c'era uno "che non era con gli altri", Tommaso che ritornando ascolta gli altri, ma non arriva alla fede. La fede nasce dall'ascolto, ma lo Spirito accende la luce della fede nell'uomo che ascolta con un cuore libero, cuore di "povero". Tommaso è detto Didimo, cioè "gemello", gemello nostro quando l'impatto della vita è così negativo per noi che non riusciamo a superarlo, quando siamo tentati dalla disperazione di fronte ai nostri peccati che ci sembrano impossibili da perdonare, o quando, a causa della nostra logica stringente, non riusciamo a vedere una via di uscita per le nostre difficoltà. Tommaso era un uomo coraggioso; quando gli altri apostoli temono di tornare in Giudea perché Gesù lì era stato minacciato di morte, Tommaso rispose deciso: "andiamo anche noi a morire con Gesù" (Gv 11,16). Tutti sappiamo che la generosità non basta per fare il bene, e Tommaso, di fronte al Risorto, comprende che nel progetto di Dio l'ultima parola non è mai del dolore, ma della misericordia e che anche a lui veniva restituita la capacità di amare e perdonare gli uccisori del suo Signore e Maestro. Noi siamo grati a Tommaso perché la sua incredulità ci ha giovato più della fede degli altri, come dice San Gregorio Magno e ci aiuta a vincere la nostra durezza nell'accettare la misericordia di Dio che non ci umilia, ma ci eleva. Noi da che parte stiamo? Sr Maria Daniela

  • 10 aprile 2021 - sabato nell'Ottava di Pasqua

    Mc 16, 9-15 Dal Vangelo secondo Marco Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». Parola del Signore. La Pasqua è la primavera della terra, diceva un sacerdote, e il Vangelo di oggi ne trasmette la bellezza. "Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero". Perché? All’eternità della vita può credere solo chi considera eterno l’amore stesso. Gesù Risorto è per noi la Persona nella quale noi crediamo in cui si è incarnato l’amore che è Dio e che perciò non può mai essere vinto dalla morte. Le strade dell’Amore di Dio sono infinite quanto almeno gli esseri umani. Gesù Risorto è l’Unico, gli altri ci sono ma l’Altro è Lui, il Volto umano di Dio. E' sempre Lui che incontriamo. "L'avete fatto a me". In noi rimane l'impronta luminosa del suo volto per poter contemplare le cose del cielo. Sr. M. del Buon Consiglio

  • 9 aprile 2021 - venerdì nell'Ottava di Pasqua

    Gv 21 1-14 Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Parola del Signore. “E’ il Signore!” Perché soltanto Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ha riconosciuto il Signore? Forse che anche gli altri discepoli non avevano fatto esperienza dell’amore e della bontà del loro Maestro? Dag Hammarskjold, ex Segretario generale dell’ONU, si rivolgeva così al Signore: “Donami un cuore puro, che io possa vederti e un cuore umile – che io possa sentirti, e un cuore amante – che io possa servirti, e un cuore di fede – che io possa dimorare con Te”. Solo l’amore, solo gli occhi del cuore, sanno vedere e non si lasciano condizionare dalle tenebre, dalla paura, dalle prove e dagli imprevisti dolorosi che a volte ci colgono all’improvviso e ci impediscono di guardare oltre con speranza e fiducia. Quando Gesù dormiva sulla barca e si scatenò la tempesta i discepoli, nonostante la Presenza del loro Maestro che avevano visto più volte operare prodigi, dubitano di Lui: Non t’importa che siamo perduti? Ma anche quando tutto è tranquillo e Gesù li aspetta sulla riva del mare diffidano di Lui; eppure Lui era lì a preparare loro da mangiare … “Figlioli, non avete nulla da mangiare? Ma anche noi a volte non ci lasciamo sorprendere dal suo Amore e Lui ci attende sulle nostre “rive” per nutrire la nostra speranza e la nostra fede e non per castigarci, ma per manifestarci la sua tenerezza. Ricordiamo le parole che Papa Francesco nel momento doloroso dell’esplosione della pandemia rivolse a tutti: “Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e speranza, avendo cura di non seminare panico, ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera". Alziamo gli sguardi, apriamo gli occhi del cuore "perchè siamo figli di un buon Padre e di una buona Madre, i quali desiderano la nostra salute assai più di quanto la possiamo desiderare noi medesimi" (s. G. Cottolengo) Un inno che sovente cantiamo durante la Quaresima sveglia il nostro cuore: Volgiti a noi, Signore, siamo ciechi sulla tua strada, aprici gli occhi, donaci la luce: noi vedremo i tuoi prodigi. Donaci un cuore aperto ad accogliere il grido dell'uomo e nel sospiro d'ogni creatura scopriremo la preghiera. Guarda a chi è provato e vien meno nel lungo cammino, quando la notte tutto ricopre: svela il volto che cerchiamo. Sr. M. di Gesù Bambino

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  • Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

    Benvenuto! Ti apriamo le porte della nostra casa. Vuoi conoscerci meglio? Vuoi venire a trovarci? Troverai tutte le informazioni che desideri. A presto! Il Santuario della Madonna della Spina Dal 1991, la Comunità si è trasferita a Pralormo, in una casa confinante con il Santuario della B. V. della Spina. ... LEGGI ANCORA >> La nostra vita la Comunità Siamo una comunità contemplativa composta da circa 25 sorelle, di tutte le età, provenienti da varie regioni d'Italia, caratterizzata ... LEGGI ANCORA >> Volete bere una tazza di caffè con noi? Il giovedì mattina, alle 9.30, riprende la proposta di alcune brevi riflessioni insieme. Saranno piccoli spunti, che speriamo utili.... il tempo di un caffè insieme... una tazzina di speranza... LEGGI ANCORA >> IL MONASTERO, E' IL LUOGO PROFETICO NEL QUALE LA CREAZIONE DIVENTA LODE DI DIO... GUARDA ALTRE FOTO >> 9 aprile 2021 - venerdì nell'Ottava di Pasqua 13 Scrivi un commento 1 8 aprile 2021 - giovedì nell'Ottava di Pasqua 12 Scrivi un commento 3 7 aprile 2021 - mercoledì nell'Ottava di Pasqua 14 Scrivi un commento 2 parola del santo Cottolengo: Post-it a 36 Post-it a 42 Post-it a Post-it a 36 1/48 ​ Domenica S. Messa ore 9.00 ​ in settimana S. Messa ore 8.00 (sabato ore 7.00) ​

  • Lectio divina | Monastero Cottolenghino Adoratrici

    Che cos'è la LectioDivina? Suggerimenti per leggere la Scrittura, restare alla presenza del Signore, essere condotti alla preghiera Un luogo: di solitudine Beato chi custodisce gli insegnamenti del Signore (Sal 118,2) Se vuoi immergerti nella lettura della Parola di Dio, cerca un luogo di solitudine. La tua camera è un luogo adatto per metterti in ascolto di Dio. Una croce o un'icona ti possono aiutare a stare alla sua Presenza. Se hai voglia di fuggire, resisti. Qui non hai niente da fare, niente da dire. Ti stacchi da tutto. Aspetti. Desideri essere più leggero per essere più libero e disponibile. Qui non sei solo. La comunione dei Santi ti sostiene. Non sei qui per te solo. Sei unito a tutta la Chiesa. Attendi una Parola a nome di tutti gli uomini, tuoi fratelli e sorelle. Un tempo: il silenzio Parla Signore il tuo servo ascolta (1 Sam 3,10) Ascoltare chiede calma. Il silenzio attorno a te favorisce l'attenzione del cuore. Ci sono dei tempi più adatti alla calma: la mattina presto, la notte... Al Signore non possono essere riservati i ritagli di tempo. Resta fedele all'appuntamento con la Parola. Cerca il silenzio e la Presenza di Dio avvolgerà la tua vita. Cerca l'assiduità nella lettura perchè la Scrittura penetri nello spirito e nel corpo. Gli antichi imparavano a memoria i testi della Scrittura per rivivere in se stessi quello che avevano ascoltato. Perchè non provi anche tu? L'attenzione del cuore Parla Signore il tuo servo ascolta (1 Sam 3,10) La Parola di Dio vuole abitare il cuore, il centro della persona. La "lectio divina" è un metodo antico per fare abitare la Scrittura che leggi al centro della tua vita e per abbracciare tutta la persona. Il cuore, secondo la Scrittura, è la sede delle facoltà spirituali: memoria, intelligenza, affetto. E' l'attenzione del cuore il primo strumento della "lectio divina". Se vuoi ascoltare il Signore offri il tuo cuore a Dio. Lui ne faccia un cuore di carne, nuovo purificato. Solo un cuore mite può ricevere il dono di Dio. Il Signore ha promesso di dare un cuore nuovo a chi lo chiede (cfr. Ez 18,31). Quando cominci la "lectio divina" ricorda la parabola del seminatore. Il Signore sta per seminare la Parola in te. Tu sei uno di quei terreni: ingombro di sassi e spine, strada dove passa di tutto, terreno buono tenero e disponibile. La Parola cada in te come un terreno fecondo "un cuore buono che conserva la Parola ascoltata con perseveranza per portare frutto a suo tempo" (cfr. Lc 8,15). In un cuore puro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, prenderanno dimora. I passi della Lectio Divina Chiede lo Spirito, riceverete l'illuminazione INTRODUZIONE Cercate con la lettura, troverete con la meditazione LECTIO - MEDITATIO Bussate nella preghiera, entrerete nella contemplazione ORATIO - CONTEMPLATIO - ACTIO Prima di iniziare la lettura delle Scritture lo Spirito santo che scenda in te, che "apra gli occhi del tuo cuore" e che riveli il volto di Dio non nella visione ma nella luce della fede. PREGA Prega con la certezza di essere esaudito, perchè Dio dona sempre lo Spirito santo a chi lo invoca con umiltà e docilità. Se vuoi prega così: Dio nostro, Padre della luce, tu hai inviato nel mondo tuo Figlio, Parola fatta carne per mostrarti a noi uomini. Invia ora il tuo Spirito santo su di me, affinchè possa incontrare Gesù Cristo in questa Parola che viene da te, affinchè lo conosca più intensamente e conoscendolo lo ami più intensamente pervenendo così alla beatitudine del Regno. Amen. LEGGI attentamente, adagio, più volte il testo: o un brano del lezionario o un brano di un libro biblico cursivamente, cercando di ASCOLTARLO con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza, con tutto il tuo essere. Silenzio esterno, silenzio interiore e concentrazione accompagnano la tua lettura e la rendono ascolto. Non scegliere a caso. Segui la liturgia del giorno oppure leggi un libro della Bibbia dall'inizio alla fine. Leggi il testo più volte, anche sussurrandolo. Cerca di imprimere il testo nel cuore e nella memoria. Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità (Ger 15,16). Lascia risuonare in te le parole che leggi fino quasi ad ascoltare la voce che esse custodiscono. La Parola che risuona è per te oggi, è da vivere insieme con la Chiesa, è per il bene degli uomini. RIFLETTI CON LA TUA INTELLIGENZA illuminata dalla luce di Dio sul testo. Aiutati da alcuni strumenti, concordanze bibliche, commenti patristici, esegetici, cercando di comprendere in profondità e in estensione che cosa "sta scritto", INTERPRETA LA SCRITTURA CON LA SCRITTURA cercando Cristo centro di ogni pagina e di tutta la Bibbia. La legge, i profeti, gli apostoli parlano sempre di lui. RILEGGI il testo cercando. Cerca il cuore del brano che hai letto. Non cercare quello che già sai. Non stancarti se per un po' il testo è muto. C'è una parola nuova che ti aspetta, che ti indica una via, che ti chiede un cambiamento, una conversione. RUMINA le parole nel tuo cuore e applica a te, alla tua situazione il messaggio del testo. Lasciati stupire, attrarre dalla Parola. Guarda a Cristo, rifletti Cristo in te e non guardare troppo a te stesso: è Lui che ti trasfigura. C'è da meravigliarsi nello scoprire che il Signore non è lontano. La sua Parola è molto vicina alla tua vita (cfr. Dt 30,11-14) Ora, ripieno di Parola di Dio, PARLA al tuo Signore o meglio RISPONDI a Lui, agli inviti, alle ispirazioni, ai richiami, ai messaggi, alle richieste che egli ti ha rivolto nella sua Parola compresa nello Spirito santo. Prega con franchezza, con fiducia, senza tregua e senza scivolare in troppe parole umane. E' il momento della LODE , del RINGRAZIAMENTO , dell' INTERCESSIONE . ​ Cerca di guardare con i suoi occhi ogni cosa: te stesso, gli altri, gli eventi, la storia, le creature tutte del mondo. CONTEMPLAZIONE E' VEDERE TUTTO E TUTTI CON GLI OCCHI DI DIO . ​ CONSERVA NEL TUO CUORE la Parola ricevuto, come Maria, la donna dell'ascolto. CONSERVA, CUSTODISCI, RICORDA la Parola ricevuta. Richiamala a te nelle diverse ore del giorno attraverso il ricordo del brano pregato o di un versetto. ​ Prendi risoluzioni pratiche in base alla tua vocazione e alla tua funzione tra gli uomini, lasciando sempre che la Parola abbia il primato e la centralità nella tua vita. IMPEGNATI A REALIZZARE LA PAROLA DI DIO nella tua giornata. ​

  • Cronistoria 2020 | Monastero Cottolenghino Adoratrici

    Preghiera in Santuario 18 febbraio 2020 ore 21.00 ​ Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Febbraio 2020 Preghiera in Santuario 17 marzo 2020 ore 21.00 NON SI è TENUTO Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Marzo 2020 Preghiera in Santuario 21 gennaio 2020 ore 21.00 ​ Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Gennaio 2020 25 marzo 2020 Pellegrinaggio dei cuori in Santuario Novena per il Santo Cottolengo predicata da don Luca Peyron 21 la solitudine 22 la fede 23 le parole 24 le cose 25 popolo di Dio, la Chiesa 26 i sensi di colpa 27 la vocazione 28 la santità 29 il pensare 30 aprile Il giorno 27 aprile, , ha partecipato a un incontro su ZOOM, sul Madre sr M. Patrizia post-Covid nelle comunità religiose , tenuto dalla psicologa dott. Chiara d'Urbano, per Città Nuova. Ecco il filmato: ​ Speciale: università Il 30 aprile alle ore 18.00, , ha partecipato al Madre sr. M. Patrizia, Priora del nostro monastero Webinar: Hanno partecipato all'incontro: S.ecc. mons. e Santi, sani e felici, anche in casa: la spiritualità dello studio oggi. Claudio Giuliodori Assistente generale dell’Università Cattolica don Luca Peyron, Direttore presso Ufficio per la Pastorale dell’ Universita’. Per altre informazioni sulle pastorale universitaria: SOS – Supporto Online Studenti su YouTube. Qui accanto per rivedere l'evento: Ufficio del Preziosissimo Sangue di Gesù Preghiere del Preziosissimo Sangue di Gesù Contemplando il Mistero del Sangue versato da Nostro Signore Gesù Cristo 22 giugno 2020 Primo giorno della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 23 giugno 2020 Seconda contemplazione nella Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo ci invita a bere il suo vivido sangue. Perciò “quando tu ti appressi a questo terribile calice, dovresti avvicinarti come a bere allo stesso costato. Questo sangue ci dà prima di tutto la forza di vincere la tentazione del mondo, della carne e del demonio, aprendoci così la via del cielo; nobilita inoltre la nostra anima facendola ad immagine del Redentore; ancora di più: come avviene nel fenomeno della indo razione, che l’oggetto immerso nell’oro fuso diventa totalmente dorato, così il sangue di Cristo agisce sull’anima nostra adornandola della stessa veste regale di Cristo, anzi rivestendola dello stesso Cristo. (S. Giovanni Crisostomo) L’acqua è sgorgata dalla roccia per i Giudei; il sangue è sgorgato da Cristo per te. L’acqua ha colmato la loro sete per un’ora, il sangue ti disseta per sempre. Bevevano dalla roccia spirituale che li accompagnava. Bevi anche tu perché il Cristo ti accompagni. Vedi il Mistero. Mosè è il profeta; il bastone è la Parola di Dio; l’acqua sgorga, il popolo beve. Il sacerdote percuote: l’acqua sgorga nel calice per la vita eterna. (S. Ambrogio) 24 giugno 2020 Terza contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Quando il Cristo, Figlio di Dio, nell’imminenza della sua orrenda passione sparse per terra gocce di sudore di sangue per l’angoscia della morte che stava per sopraggiungere, rimise tuttavia liberamente la sua volontà alla volontà del Padre, e portò devotamente a compimento ciò che aveva cominciato. Così ogni devoto, in qualunque avversità e angustia della tribolazione, benché senta la ripugnanza della natura, si rimette alla volontà del Padre e accetti devotamente ciò che gli capita. (B. Susone Enrico) 25 giugno 2020 Quarta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 26 giugno 2020 Quinta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Dolcissimo Gesù Cristo, col volto insanguinato, con la corona di spine e colla veste di porpora, concedi a me peccatore, di lavare nel tuo sangue gli abiti della mia imperfezione, che ho macchiato con la lordura dei peccati, e di portare continuamente nel mio corpo l’immagine della tua croce, cosicché attenda con gioia da te, eterno Giudice, l’ultimo giudizio. Amen (B. Susone Enrico) 27 giugno 2020 Sesta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Davanti al Padre e la Madre e il Figlio condividono i loro uffici di misericordia e difendono con ammirabili ragioni il negozio della redenzione umana e tra loro istituiscono il testamento inviolabile della nostra riconciliazione. Maria s’immola a Cristo spiritualmente e chiede la salute del mondo; il Figlio impetra e il Padre perdona. Allora l’amore della madre muoveva Cristo, tra lui e Maria vi era una sola volontà e tutti e due offrivano ugualmente un olocausto al Padre: ella nel sangue del suo cuore, egli nel sangue del suo corpo... E così con Cristo ella ottenne il frutto comune della salvezza del mondo. (Arnoldo di Chartres) “Questa è una mensa forata, piena di vene che lasciano sgorgare fuori sangue; e fra queste c’è un canale dal quale fluiscono sangue e acqua mescolati con fuoco. […] Questo sangue è sparso col fuoco della divina carità; e scalda tanto l’uomo, che lo getta fuori di sé: dunque succede che [quest’ultimo] non può [più] vedere sé per sé stesso, ma sé stesso per Dio, e Dio per Dio, e il prossimo per Dio” (Santa Caterina da Siena). 28 giugno 2020 Settima meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù [Nell’Eucarestia il Preziosissimo Sangue di] Cristo si riversa in noi e con noi si fonde, ma mutandoci e trasformandoci in sé come una goccia d’acqua versata in un infinito oceano di unguento profumato. Tali effetti può produrre questo [sangue] in coloro che lo incontrano: non li rende semplicemente profumati, non solo fa loro respirare quel profumo, ma trasforma la loro stessa sostanza nel profumo di quell’unguento che per noi si è effuso: “Siamo il buon odore di Cristo” (2Cor 2,15). (cfr. Nicola Cabasilas, p. 135). 29 giugno 2020 Ottava meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 30 giugno 2020 Nona meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù “Il Signore mi ha preparato uno squisito banchetto. / Ma egli mi ha visto venire con un misero mantello, / per cui mi riveste in nobile bellezza, / con l’abito fragrante del suo sangue prezioso. / […] Chi ha mai visto uno sposo che si sacrifichi / in occasione del banchetto nuziale? Chi ha mai visto / una sposa resa felice dalla morte della persona amata? / Solo Cristo si dona in cibo agli eletti, / versa nel calice il suo sangue per i figli della chiesa. (cfr. Sant’Efrem il Siro, p. 146) 1 luglio 2020 Solennità del Prez.mo Sangue di Gesù ​ Il 30 ottobre 2020 abbiamo vissuto una bella celebrazione per l'ingresso in noviziato di Maria Chiara Palmieri. Deo gratias! Ecco la festa del MOnastero del 1 luglio 2020 Per approfondire la Solennità del Preziosissimo Sangue vi consigliamo il video di P. Marko Ivan Rupnik del 30 giugno 2018. Buon Ascolto... Il nostro augurio per il mese di AGOSTO... S1460008 S1460003 IMG-20200815-WA0012 S1460008 1/7 il 3 ottobre 2020 sr. M. Patrizia Morosini ha tenuto una meditazione all'USMI di Torino, dal tema: LA VITA FRATERNA. ​ Rendiamo disponibile l' audio e il testo di riferimento Questa sera alle ore 18.15 ci saranno i Vespri solenni in Santuario guidati da don Luigi Binello, direttore dell'Ufficio Missionario Diocesano. Per seguire il canto : scaricare il pdf Vespri 25 ottobre 2020

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