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    • 19 settembre 2020 - sabato della XXIV settimana del T.O.

      .Lc 8, 4-15 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza. Parola del Signore. "Il Signore ha messo un seme nella terra del mio giardino, il Signore ha messo un seme nel profondo del mio mattino". Queste parole di un canto molto conosciuto, esprimono il messaggio di fondo del Vangelo di oggi: ogni uomo si impegna molto nel costruire la propria vita, ma davanti al Signore egli è fondamentalmente aperto come un campo in cui Lui, il Creatore, ha seminato un buon seme che fruttifichi per Lui e per gli altri. Buon seme sono le aspirazioni e i desideri di bene, buon seme è quella Parola santa che ci colpisce e vuole condurci a realizzare il progetto di Dio sulla nostra vita. Come diceva San Grignon de' Montfort: "Se il "fare" prende il sopravvento nella nostra vita divenendo autonomo, quelle cose che non sono da fare, ma sono vive e vogliono maturare non possono più esistere". Per accogliere il "seme vivo" del dono di Dio nel nostro cuore e decidere di essere persone che lo lasciano maturare, dobbiamo curare il nostro terreno, porci cioè qualche domanda circa le nostre autentiche intenzioni. La strada indica il cuore che non si lascia toccare, che vive indifferente e sordo agli appelli più intimi di Dio. Il terreno sassoso indica il nostro cuore quando è pronto all'entusiasmo, ma facile allo scoraggiamento di fronte alle prime difficoltà. Nel terreno spinoso riconosciamo il nostro cuore quando si lascia soffocare da ciò che cerca di distoglierlo dalla Parola di Dio, come le seduzioni della ricchezza, dell'apparire, dell'essere migliore degli altri. Il terreno buono è quello del cuore che custodisce e porta frutto con la perseveranza. Guardiamo al Cuore di Maria, che ha ascoltato il messaggio di Dio fino a permettere che divenisse carne il lei e ha collaborato al compimento del progetto divino perseverando anche sotto la Croce, nel segno della sofferenza e del fallimento apparente, della macerazione del Chicco divino di frumento, fino a che ha portato frutto di vita eterna in tutti i credenti. Madre del Verbo prega per noi! sr Maria Daniela

    • 18 settembre 2020 - venerdì della XXIV settimana del T.O.

      Beato don Francesco Paleari. Educato in una famiglia autenticamente cristiana crebbe con un carattere sereno, gioioso e ben disposto verso tutti. L’8 gennaio 1877 entrò nel Seminario della Piccola Casa della Divina Provvidenza a Torino, fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Questo Seminario, posto sotto la protezione di San Tommaso d’Aquino e perciò detto “Famiglia dei Tommasini”, accoglieva aspiranti al sacerdozio privi di mezzi economici. Si iscrisse al Terz’Ordine Francescano fin dai primi anni del suo chiericato. Compiuti gli studi teologici con ottimi risultati, il 18 settembre 1886 fu ordinato sacerdote, a 23 anni, dal Card. Gaetano Alimonda, Arcivescovo di Torino. Don Francesco, fin da giovane, fu incaricato di insegnare latino e filosofia nel Seminario dei Tommasini, e poi anche ai Missionari della Consolata, fondati dal beato Giuseppe Allamanodi cui fu consigliere e collaboratore. Per più di 40 anni fu confessore e direttore spirituale del seminario diocesano e predicatore di esercizi spirituali. In tutto si mostrava animato dallo stesso spirito di carità del Santo Fondatore, che amava soccorrere ogni forma di povertà, materiale e spirituale, fidando in maniera sconfinata nella Divina Provvidenza. Nel 1922 fu nominato Canonico della Collegiata della SS. Trinità di Torino. Fu anche Provicario generale e Vicario per la Vita Consacrata dell’Arcidiocesi torinese. Gli ultimi tre anni della sua vita furono segnati dalla malattia che però non gli impedì di esercitare la sua missione di confessore. Proclamato Beato il 17 settembre 2011, la sua memoria liturgica è celebrata il 18 settembre. (http://www.santiebeati.it/dettaglio/92345) o. Lc 8, 1-3 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni. Parola del Signore. Il Vangelo di oggi, la buona notizia di oggi, è che Gesù annuncia il regno di Dio in tutte le città e i villaggi. E non è da solo: oltre ai Dodici, ci sono anche delle donne. Che bella la pluralità della Chiesa, di questa prima comunità che accompagna Gesù nell’annuncio. Le donne servono Gesù e i Dodici: esse mettono a disposizione i loro beni e certamente le loro stesse persone. Scriveva don Tonino Bello: “La Chiesa non è la zattera messa lì nell’oceano perché si salvino coloro che vi salgono sopra, sicché tutti gli altri annegano, muoiono nell’oceano. Oh sì, chi salpa sulla Chiesa si salva! Ma soprattutto è chiamata ad annunciare agli altri la salvezza, a dire a tutti gli altri che stanno nel mare: Coraggio gente, il signore vi ama, vi vuole bene, il destino finale della storia è un destino di gloria! Non abbiate paura, il Signore vi ama tutti, è morto per tutti! Noi siamo questa zattera, stiamo su questa zattera spericolata che cammina in mezzo ai turbini del mondo per annunciare che il Signore ama il mondo”. Grazie, Signore, per averci chiamati nella Chiesa: rendici tuoi annunciatori! Sr Anna Maria

    • 17 settembre 2020 - giovedì della XXIV settimana del T.O.

      Lc 7, 36-50 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». Parola del Signore. Gesù è in casa di Simone il fariseo, e c'è l'intervento di una donna, una peccatrice di quella città, che gli bagna i piedi con le lacrime, li asciuga e li cosparge di profumo. Gesù vede nel cuore del fariseo il disprezzo per questa donna, e allora dice che conta l'amore che si ha, non altro. La carità perfetta perdona il peccato. Se noi capissimo che cos'è l'amore! E' darsi all'altro, agli altri, soprattutto è darsi a Dio, come Lui si è dato a noi gratuitamente, completamente, così come siamo, con i nostri peccati e mancanze. sr M. Angela

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    • 18 settembre - Beato don Francesco Paleari

      18 settembre: Beato Francesco Paleari Il grande scrittore russo Fëdor Dostojevskij disse: “Se volete conoscere a fondo un uomo, giudicatelo non dalle parole, dalle lacrime o dai suoi silenzi. Neppure le sue idee ve lo faranno conoscere appieno. Guardatelo bene quando sorride. Quest’uomo è buono se il suo sorriso è buono….”. E il sorriso inconfondibile, dolce, accattivante, di don Paleari fu il segno distintivo della sua bontà, che lo fece amare da tutti. Francesco Paleari nacque a Pogliano Milanese (MI) il 22 ottobre 1863, i suoi genitori Angelo Paleari e Serafina Oldani erano poveri contadini, ma nella loro famiglia non mancava la serenità e tanta fiducia in Dio e si lavorava sodo per crescere i cinque figli rimasti degli otto nati; la mortalità infantile dell’epoca mieteva vittime in quasi tutte le famiglie. Crebbe sereno, gioioso e ben disposto verso tutti i compagni in ogni occasione, tanto che a detta di qualcuno di loro, era impossibile litigare con lui; Franceschino non crebbe molto di statura e resterà sempre piuttosto piccolo ed esile nel fisico. Il parroco di Pogliano scorse in lui tutti i segni di una buona vocazione sacerdotale e per superare le difficoltà economiche della famiglia, che erano un ostacolo alla sua entrata in Seminario, scrisse a Torino alla ‘Piccola Casa della Divina Provvidenza’, fondata da s. Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), dove il santo fondatore oltre ad accogliere fra le sue mura persone affette da ogni miseria umana, intese di dare aiuto anche nelle necessità spirituali, spesso altrettanto gravi. Pertanto aveva istituito anche un piccolo Seminario, dove le rette erano puramente simboliche, per poter studiare e diventare sacerdote dello stesso Istituto, oppure in completa libertà passare fra il clero diocesano. Il primo successore del Cottolengo, padre Anglesio rispose favorevolmente per l’ammissione di Franceschino Paleari fra gli aspiranti detti “Tommasini”. Superate le normali difficoltà derivanti dalla nostalgia dei familiari e della sua casa, dall’incertezza di aver scelto la strada giusta, Francesco Paleari si ambientò ottimamente e vivendo con mitezza, scrupolo, zelo nello studio, impegno formativo del suo carattere e della sua vocazione, compì tutti gli studi necessari, venendo ordinato sacerdote il 18 settembre 1886 a 23 anni. Durante il lungo corso di studi era stato continuamente in contatto con la triste realtà degli ospiti della ‘Piccola Casa della Divina Provvidenza’, poi chiamata “il Cottolengo di Torino”, solo chi era disposto a soffrire per gli altri con quasi nessuna soddisfazione personale, poteva restare a lavorare nella grande Istituzione e il giovane Francesco Paleari era uno di questi e decise di rimanere. Dopo 53 anni, alla sua morte fu detto di lui: “Don Paleari fu solo e sempre Sacerdote!”. La celebrazione della sua Messa era una mezz’ora di Paradiso per lui e per i presenti, tale era l’intensità spirituale, di fervore e di fede del ‘Piccolo Prete del Cottolengo’. Il giovane sacerdote fu incaricato d’insegnare il latino fra gli allievi cottolenghini e l’insegnamento per molti anni lo vedrà sempre Maestro diligente, preparato, paziente e persuasivo con il suo sorriso, non solo al Cottolengo, ma anche fra i Missionari della Consolata, fondati dal beato Giuseppe Allamano (1851-1926). Cambiò materia e testi d’insegnamento, cambiarono per età e intelligenza i suoi allievi, ma lui restò fino alla maturità il Maestro di filosofia di tante figure celebri per la loro riuscita, ma anche di tanti timidi allievi che si fermarono prima. Poi dalla Diocesi di Torino arrivarono sempre più spesso le richieste per incarichi al Piccolo Prete del Cottolengo. Per più di 40 anni fu confessore e direttore spirituale del Seminario diocesano, predicatore di Esercizi al Clero, a Religiose e ad ogni ceto di persone; Provicario dell’Arcidiocesi torinese, canonico del “Corpus Domini” dal 1922. Quanti l’avvicinavano, non finivano di stupirsi della mole incredibile di lavoro, che con una calma veramente inalterabile riusciva a smaltire. Accettava incarichi, lavori ingrati, impegni straordinari, a volte pesi eccessivi per le sue spalle e tutto con la semplicità di un “servizio dovuto”, quasi scusandosi di non fare di più. Nel 1936 ebbe frequenti crisi cardiache, che lo costrinsero ad una inattività assoluta, inchiodato alla sua Croce dalla malattia, fu un martirio del cuore e la lenta agonia della sua lucida e viva mente. Con le lacrime agli occhi diceva a chi lo avvicinava: “Noi dobbiamo essere nelle mani di Dio, come una palla nelle mani di un bambino che gioca. Quanto più forte la palla viene buttata a terra, tanto più rimbalza in alto!”. I superiori tentarono di farlo migliorare facendolo soggiornare a Celle Ligure nella colonia marina, ma inutilmente, quando fu riportato a Torino alla Piccola Casa della Provvidenza, la sua stanzetta d’ammalato diventò quasi una cappella, con la semplicità di un fanciullo continuava ad ubbidire a tutti. Dopo un’agonia di alcuni giorni morì il 7 maggio 1939, dopo tre anni di sofferenza e di lento spegnersi della sua grande vitalità; i funerali , come d’uso nella Piccola Casa dove ogni giorno la morte faceva il suo lavoro, dovevano essere estremamente semplici, perché lì non si facevano distinzioni dal Superiore Generale all’ultimo dei ricoverati e così doveva essere per il piccolo Prete anche se monsignore, canonico e con altri meritati titoli. Ma la voce si diffuse per Torino e man mano affluirono tanti suoi allievi, monsignori, vescovi, sacerdoti, popolo, professionisti, giovani, tanti poveri, ognuno volle rendere omaggio al piccolo emulo del suo Fondatore del quale aveva anche nel viso una forte somiglianza. I funerali furono un vero trionfo; per la fama di santità che l’accompagnò anche dopo morto, la sua salma il 6 maggio 1946, fu traslata dal cimitero di Torino alla Chiesa del Cottolengo e tumulata non lontno dal fondatore San Giuseppe Benedetto Cottolengo. La Causa di Beatificazione, iniziata l'11 giugno 1947, fu affidata nel 1980 a P. Antonio Cairoli, Postulatore generale OFM. Il 6 aprile 1998 don Francesco è stato dichiarato venerabile dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) e il 10 dicembre 2010 fu promulgato il decreto che riconosce la guarigione miracolosa ottenuta per sua intercessione. Don Francesco Paleari è stato beatificato il 17 settembre 2011 nella Chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza a Torino; il rito è stato presieduto, in rappresentanza di Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013), da S. Em. Angelo Card. Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La sua salma è stata ricollocata nella cappella di fronte a quella del Santo Cottolengo. Piace concludere questa piccola scheda riportando alcune massime di don Francesco Paleari: “La Croce prima è amarissima, poi amara, poi dolce e infine rapisce in estasi”. “Il Signore ci manda le sofferenze per tre P; per pena, per prova, per premio”. “Prontezza nel cominciare, pazienza nel continuare, perseveranza nel terminare”. Autore: Antonio Borrelli (da ) http://www.santiebeati.it/dettaglio/92345 ​ ​

    • Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

      Ogni istante scorre nell'eterno... Benvenuto! Ti apriamo le porte della nostra casa. Vuoi conoscerci meglio? Vuoi venire a trovarci? Troverai tutte le informazioni che desideri. A presto! Il Santuario della Madonna della Spina Dal 1991, la Comunità si è trasferita a Pralormo, in una casa confinante con il Santuario della B. V. della Spina. ... LEGGI ANCORA >> La nostra vita la Comunità Siamo una comunità contemplativa composta da circa 25 sorelle, di tutte le età, provenienti da varie regioni d'Italia, caratterizzata ... LEGGI ANCORA >> 18 settembre Beato Francesco Paleari E il sorriso inconfondibile, dolce, accattivante, di don Paleari fu il segno distintivo della sua bontà, che lo fece amare da tutti. Francesco Paleari nacque a Pogliano Milanese (MI) il 22 ottobre 1863... LEGGI ANCORA >> Riprendono gli incontri di preghiera del 3° martedì del mese! In Santuario abbiamo solo un 30 posti a disposizione. Chiediamo a chi può di registrarsi per poter far un calcolo dei posti necessari. Deo gratias! Preghiera in Santuario del 20 ottobre 2020 Oct 20, 9:00 PM Madonna Spina Pralormo Registrati parola del santo cottolengo: Post-it a 20 Post-it a 39 Post-it a 12 1/48 Domenica S. Messa ore 9.00 IL MONASTERO, E' IL LUOGO PROFETICO NEL QUALE LA CREAZIONE DIVENTA LODE DI DIO... GUARDA ALTRE FOTO >>

    • Cronistoria 2020 | Monastero Cottolenghino Adoratrici

      Preghiera in Santuario 18 febbraio 2020 ore 21.00 ​ Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Febbraio 2020 Preghiera in Santuario 17 marzo 2020 ore 21.00 NON SI è TENUTO Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Marzo 2020 Preghiera in Santuario 21 gennaio 2020 ore 21.00 ​ Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. Gennaio 2020 25 marzo 2020 Pellegrinaggio dei cuori in Santuario Novena per il Santo Cottolengo predicata da don Luca Peyron 21 la solitudine 22 la fede 23 le parole 24 le cose 25 popolo di Dio, la Chiesa 26 i sensi di colpa 27 la vocazione 28 la santità 29 il pensare 30 aprile Il giorno 27 aprile, , ha partecipato a un incontro su ZOOM, sul Madre sr M. Patrizia post-Covid nelle comunità religiose , tenuto dalla psicologa dott. Chiara d'Urbano, per Città Nuova. Ecco il filmato: ​ Speciale: università Il 30 aprile alle ore 18.00, , ha partecipato al Madre sr. M. Patrizia, Priora del nostro monastero Webinar: Hanno partecipato all'incontro: S.ecc. mons. e Santi, sani e felici, anche in casa: la spiritualità dello studio oggi. Claudio Giuliodori Assistente generale dell’Università Cattolica don Luca Peyron, Direttore presso Ufficio per la Pastorale dell’ Universita’. Per altre informazioni sulle pastorale universitaria: SOS – Supporto Online Studenti su YouTube. Qui accanto per rivedere l'evento: Ufficio del Preziosissimo Sangue di Gesù Preghiere del Preziosissimo Sangue di Gesù Contemplando il Mistero del Sangue versato da Nostro Signore Gesù Cristo 22 giugno 2020 Primo giorno della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 23 giugno 2020 Seconda contemplazione nella Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo ci invita a bere il suo vivido sangue. Perciò “quando tu ti appressi a questo terribile calice, dovresti avvicinarti come a bere allo stesso costato. Questo sangue ci dà prima di tutto la forza di vincere la tentazione del mondo, della carne e del demonio, aprendoci così la via del cielo; nobilita inoltre la nostra anima facendola ad immagine del Redentore; ancora di più: come avviene nel fenomeno della indo razione, che l’oggetto immerso nell’oro fuso diventa totalmente dorato, così il sangue di Cristo agisce sull’anima nostra adornandola della stessa veste regale di Cristo, anzi rivestendola dello stesso Cristo. (S. Giovanni Crisostomo) L’acqua è sgorgata dalla roccia per i Giudei; il sangue è sgorgato da Cristo per te. L’acqua ha colmato la loro sete per un’ora, il sangue ti disseta per sempre. Bevevano dalla roccia spirituale che li accompagnava. Bevi anche tu perché il Cristo ti accompagni. Vedi il Mistero. Mosè è il profeta; il bastone è la Parola di Dio; l’acqua sgorga, il popolo beve. Il sacerdote percuote: l’acqua sgorga nel calice per la vita eterna. (S. Ambrogio) 24 giugno 2020 Terza contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Quando il Cristo, Figlio di Dio, nell’imminenza della sua orrenda passione sparse per terra gocce di sudore di sangue per l’angoscia della morte che stava per sopraggiungere, rimise tuttavia liberamente la sua volontà alla volontà del Padre, e portò devotamente a compimento ciò che aveva cominciato. Così ogni devoto, in qualunque avversità e angustia della tribolazione, benché senta la ripugnanza della natura, si rimette alla volontà del Padre e accetti devotamente ciò che gli capita. (B. Susone Enrico) 25 giugno 2020 Quarta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 26 giugno 2020 Quinta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Dolcissimo Gesù Cristo, col volto insanguinato, con la corona di spine e colla veste di porpora, concedi a me peccatore, di lavare nel tuo sangue gli abiti della mia imperfezione, che ho macchiato con la lordura dei peccati, e di portare continuamente nel mio corpo l’immagine della tua croce, cosicché attenda con gioia da te, eterno Giudice, l’ultimo giudizio. Amen (B. Susone Enrico) 27 giugno 2020 Sesta contemplazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù Davanti al Padre e la Madre e il Figlio condividono i loro uffici di misericordia e difendono con ammirabili ragioni il negozio della redenzione umana e tra loro istituiscono il testamento inviolabile della nostra riconciliazione. Maria s’immola a Cristo spiritualmente e chiede la salute del mondo; il Figlio impetra e il Padre perdona. Allora l’amore della madre muoveva Cristo, tra lui e Maria vi era una sola volontà e tutti e due offrivano ugualmente un olocausto al Padre: ella nel sangue del suo cuore, egli nel sangue del suo corpo... E così con Cristo ella ottenne il frutto comune della salvezza del mondo. (Arnoldo di Chartres) “Questa è una mensa forata, piena di vene che lasciano sgorgare fuori sangue; e fra queste c’è un canale dal quale fluiscono sangue e acqua mescolati con fuoco. […] Questo sangue è sparso col fuoco della divina carità; e scalda tanto l’uomo, che lo getta fuori di sé: dunque succede che [quest’ultimo] non può [più] vedere sé per sé stesso, ma sé stesso per Dio, e Dio per Dio, e il prossimo per Dio” (Santa Caterina da Siena). 28 giugno 2020 Settima meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù [Nell’Eucarestia il Preziosissimo Sangue di] Cristo si riversa in noi e con noi si fonde, ma mutandoci e trasformandoci in sé come una goccia d’acqua versata in un infinito oceano di unguento profumato. Tali effetti può produrre questo [sangue] in coloro che lo incontrano: non li rende semplicemente profumati, non solo fa loro respirare quel profumo, ma trasforma la loro stessa sostanza nel profumo di quell’unguento che per noi si è effuso: “Siamo il buon odore di Cristo” (2Cor 2,15). (cfr. Nicola Cabasilas, p. 135). 29 giugno 2020 Ottava meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù 30 giugno 2020 Nona meditazione della Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù “Il Signore mi ha preparato uno squisito banchetto. / Ma egli mi ha visto venire con un misero mantello, / per cui mi riveste in nobile bellezza, / con l’abito fragrante del suo sangue prezioso. / […] Chi ha mai visto uno sposo che si sacrifichi / in occasione del banchetto nuziale? Chi ha mai visto / una sposa resa felice dalla morte della persona amata? / Solo Cristo si dona in cibo agli eletti, / versa nel calice il suo sangue per i figli della chiesa. (cfr. Sant’Efrem il Siro, p. 146) 1 luglio 2020 Solennità del Prez.mo Sangue di Gesù ​ Ecco la festa del MOnastero del 1 luglio 2020 Per approfondire la Solennità del Preziosissimo Sangue vi consigliamo il video di P. Marko Ivan Rupnik del 30 giugno 2018. Buon Ascolto... Il nostro augurio per il mese di AGOSTO... 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