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  • 30 novembre 2021 - martedì della I settimana di Avvento

    Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono. Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettò a comunicare agli altri la grande notizia. Dalle «Omelie sul vangelo di Giovanni» di san Giovanni Crisostomo, vescovo Mt 4, 18-22 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Parola del Signore. «Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello … E disse loro:Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini» (Mt 4, 18-22). In questo inizio di Avvento, celebriamo S. Andrea, uno dei primi Apostoli che, chiamato per nome da Gesù, lo segue con gioia e sicurezza. Nel Vangelo di Giovanni, è il primo a seguire Gesù e conduce a Lui anche il fratello Simon Pietro (cfr Gv 1,41). S. Giovanni Crisostomo dice: “Guidò il fratello alla sorgente stessa della luce con tale premura e gioia da non aspettare neppure un istante”. Nel Vangelo troviamo che alcuni si rivolgeranno a lui per conoscere e vedere Gesù (cfr Gv 12,14); è lui che indicherà quel “ragazzo che ha cinque pani e due pesci” che Gesù moltiplicherà per sfamare la folla (cfr Gv 6,9). Andrea a noi insegna l’amore vero per Gesù, ad aprire il nostro cuore al Maestro, a seguirlo, e ad aiutare i fratelli che desiderano conoscere Gesù. Anche noi possiamo seguire Gesù con letizia e portare Gesù ad altri, e altri a Gesù. S. Andrea ci comunichi la sua gioia nella ‘sequela Christi’. Andiamo anche noi incontro a Gesù che viene incontro a noi. Maria, la Madre degli Apostoli e Madre nostra, resti con noi che desideriamo seguire Gesù e accompagni i nostri passi per essere suoi testimoni. Deo gratias! Sr Maria Antonietta

  • 29 novembre 2021 - lunedì della I settimana di Avvento

    Mt 8, 5-11 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: "Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente". Gli disse: "Verrò e lo guarirò". Ma il centurione rispose: "Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa". Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: "In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli". Parola del Signore. Nel tempo dell'Avvento la liturgia della Chiesa vuole educarci all'attesa della venuta del Signore: il nostro Dio non rimane in alto, indifferente alle sue creature, ma si è presentato come Colui che viene a visitarci, che scende verso di noi per salvarci. Il tempo di Avvento ci aiuta a fare memoria e a riscoprire come nutrimento della nostra fede, la triplice venuta del Signore. In Gesù Dio si è fatto carne: è venuto in mezzo a noi rendendo visibile il suo Volto invisibile, ha amato con cuore di uomo, ha parlato con parole di uomo, ha lavorato con mani di uomo, si è offerto alla libertà dell'uomo per essere accolto e amato. Il beato Paleari, sacerdote cottolenghino, scriveva: "Io, disse il Verbo, mi farò uomo affinché gli uomini che non non mi amano come Dio, mi amino almeno come uomo". Ci sarà un' ultima venuta di Dio alla fine dei tempi e allora "ognuno lo vedrà, anche quelli che lo trafissero" dice l'Apocalisse (1,7). In quel tempo la presenza di Dio si imporrà con forza, non sarà possibile far finta che non esista: sarà il tempo della giustizia e della ricompensa per quanti hanno operato il bene. Il Vangelo di oggi ci aiuta a focalizzare la venuta quotidiana del Signore nel cuore di quanti Lo amano. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: "Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14, 21). Esiste una manifestazione interiore di Dio, una visita del Signore per il cuore di chi lo ama. Chi lo ama infatti, sa preparare al Signore una casetta dentro di sé e per edificarla usa del materiale particolare: gli atti di rinuncia, di dimenticanza di se stesso, una bella pulizia dagli idoli che ciascuno adora interiormente. Anche noi come il centurione abbiamo qualcosa di "ammalato" nella nostra casa interiore: qualche tristezza, qualche preoccupazione, qualche insoddisfazione, qualche peccato e mancanza. Vorremmo che il Signore ci guarisse, ma non osiamo presentarci a Lui, ci sentiamo indegni. Eppure la nostra fiducia lo attira verso di noi. Se lo invochiamo Egli ci farà scoprire la sua presenza come dono di vita per la nostra anima. "O Signore non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e io sarò salvato": così preghiamo prima della comunione nella Santa Messa e così rinnoviamo la nostra speranza e la nostra fiducia che anche oggi il Signore venga a visitarci, e trovi in noi, come ha trovato nel centurione, una fede sincera che lo meravigli. Sr Maria Daniela

  • 28 novembre 2021 - I domenica di Avvento

    Lc 21, 25-38.34-36 Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». Parola del Signore. Il Vangelo di questa prima domenica di Avvento ci presenta una scena escatologica, che può incuterci quasi timore. Si parla di uno sconvolgimento degli astri, della terra, delle coscienze e perfino delle potenze dei cieli. Per comprendere meglio di cosa si tratta conviene partire dalla fine del testo, ove è lo stesso Gesù a farsi interprete del racconto che ha appena esposto ai suoi discepoli: “Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”. L’Avvento è il tempo dell’attesa, della vigilanza. “L’Avvento ci invita ogni anno a riprendere a camminare attraverso i sentieri del tempo, verso il compimento di ogni frammento di eternità che possiamo pregustare giorno dopo giorno”(fra. Michael David). Ecco la parola “chiave” di questa domenica: l’eternità. Il Signore Gesù vuole ricordarci che noi non siamo fatti per la terra, ma per il cielo. La sua parola non vuole spaventarci, ma infonderci tanta speranza e desiderio di eternità; proprio per questo è necessario vegliare e non lasciare che il nostro cuore si appesantisca in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita. Chiediamoci: “Quanto noi pensiamo all’eternità che ci attende?. Quanto noi pensiamo che siamo pellegrini verso la nuova Gerusalemme?”. Ci attende l’incontro con il Figlio dell’uomo, il nostro Salvatore che morì per i nostri peccati, che fu sepolto e che è risorto, per noi, e vuole che anche noi siamo con Lui, come troviamo scritto in Gv 17,24: ”Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo”. S. Paolo nella lettera ai Colossesi ci dice che: “ Ci sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e ogni Forza. È necessario, infatti, che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte” (Col. 15,24). Tutte le forze avverse a Dio saranno annientate, però noi potremo gioire della vittoria del nostro Redentore e finalmente saremo per sempre con Lui e lo vedremo così come Egli è. Soltanto non dobbiamo dimenticare due cose importanti: “La croce è la via che dalla terra conduce al cielo…fino nel seno della Trinità” (Edith Stein) e “al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore”(S. Giovanni della Croce). L’invito di Gesù alla vigilanza è un invito a vivere il momento presente facendo tutto con amore, nell’amore, per l’amore, perché è l’amore che dà valore a tutto e che ci spalancherà le porte del cielo. Nell’attesa della venuta del Nostro Salvatore abbiamo due ganci in mezzo al cielo: l’amore e la croce. Il nostro Santo diceva: “Croce e Divina Provvidenza, Divina Provvidenza e croce sono due cose che combinano”. Noi possiamo dire che amare è una croce, perché l’amore vero implica rinuncia, sacrificio e dono totale di se all’altro. La croce è la sorgente da cui attingere l’amore, perché dal cuore trafitto di Cristo, è scaturito l’amore. Per questo, inebriamoci d’amor di Dio, beviamo noi stessi, sempre di nuovo, alla sorgente che è il Crocifisso, per essere a nostra volta anfore per dissetare i fratelli. Vieni, Signore Gesù, nostro cielo! sr M. Benedetta pubblicato sulla Gazzetta d'Asti

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  • Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

    Benvenuto! Ti apriamo le porte della nostra casa. Vuoi conoscerci meglio? Vuoi venire a trovarci? Troverai tutte le informazioni che desideri. A presto! Il Santuario della Madonna della Spina Dal 1991, la Comunità si è trasferita a Pralormo, in una casa confinante con il Santuario della B. V. della Spina. ... LEGGI ANCORA >> La nostra vita la Comunità Siamo una comunità contemplativa composta da circa 25 sorelle, di tutte le età, provenienti da varie regioni d'Italia, caratterizzata ... LEGGI ANCORA >> Lectio On-Line Se vuoi meditare il Vangelo del giorno e condividere ciò che la preghiera ti ha aiutato a comprendere ti invitiamo a fare con noi un cammino sulla PAROLA... LEGGI ANCORA >> 27 novembre 2021 - sabato XXXIV settimana TO 9 0 5 Più di un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 5 26 novembre 2021 - venerdì XXXIV settimana TO 12 0 3 Più di un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 3 25 novembre 2021 - giovedì XXXIV settimana TO 14 0 2 Più di un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 2 GUARDA ALTRE FOTO >> IL MONASTERO, E' IL LUOGO PROFETICO NEL QUALE LA CREAZIONE DIVENTA LODE DI DIO... ​Domenica S. Messa ore 9.00 ​ in settimana S. Messa ore 8.00 (sabato ore 7.00) in Coro (per il Covid si può partecipare stando seduti in Santuario) Preghiera in Santuario del 21 dicembre 2021 21 dic, 21:00 – 22:05 Madonna Spina Pralormo, 10040 Pralormo TO, Italia Incontro di preghiera con l'Adorazione Eucaristica, la meditazione della Parola di Dio e il Santo Rosario accompagnato dai canti di Taizé. RSVP

  • | adoratrici

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  • CONTATTI | Monastero Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

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