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6 marzo 2024 - mercoledì della 3a settimana del tempo di Quaresima.

Mt 5, 17-19

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

  Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».


Parola del Signore.


non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Perché Gesù dice di non voler eliminare, con il suo insegnamento la legge ed i profeti? La legge ed i profeti possono essere considerati come un primo passo verso la venuta, la manifestazione di Dio nella nostra storia.

Il nostro Dio, il Dio di Israele comincia a manifestarsi, a coinvolgersi con la storia dell’uomo, sua creatura proprio attraverso la legge ed i profeti.

La legge non va intesa come un comando arido ed autoritario, ma come una “parola” piena di premura, una parola in grado di guidare i nostri passi incerti.

I dieci comandamenti, sintesi della legge cui Gesù si riferisce nel vangelo di oggi, sono dieci parole ascoltando le quali possiamo vivere una vita bella, una vita felice. In questo senso ogni parola di Gesù non abolisce ma dona piena luce agli insegnamenti dell’antico testamento. Stesso discorso possiamo fare per i profeti, persone come noi, con le loro debolezze (pensiamo a Mosè, che era balbuziente, o a Geremia, uomo dall’animo sensibile, che dovrà sostenere laceranti contraddizioni). Conoscere i profeti, le loro vite, i loro insegnamenti, è una via privilegiata per conoscere Gesù, il cui volto è

tratteggiato in tanti scritti profetici, ricordiamo solo uno fra i tanti testi, il capitolo 53 Isaia che parla del Servo sofferente…


Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?

A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?

È cresciuto come un virgulto davanti a lui

e come una radice in terra arida.

Non ha apparenza né bellezza

per attirare i nostri sguardi,

non splendore per poterci piacere.

Disprezzato e reietto dagli uomini,

uomo dei dolori che ben conosce il patire,

come uno davanti al quale ci si copre la faccia;

era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori;

e noi lo giudicavamo castigato,

percosso da Dio e umiliato.

Egli è stato trafitto per le nostre colpe,

schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;

per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,

ognuno di noi seguiva la sua strada;

il Signore fece ricadere su di lui

l’iniquità di noi tutti.

Maltrattato, si lasciò umiliare

e non aprì la sua bocca;

era come agnello condotto al macello,

come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,

e non aprì la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;

chi si affligge per la sua posterità?

Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,

per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.

Gli si diede sepoltura con gli empi,

con il ricco fu il suo tumulo,

sebbene non avesse commesso violenza

né vi fosse inganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.

Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,

vedrà una discendenza, vivrà a lungo,

si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.

Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce

e si sazierà della sua conoscenza;

il giusto mio servo giustificherà molti,

egli si addosserà le loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini,

dei potenti egli farà bottino,

perché ha spogliato se stesso fino alla morte

ed è stato annoverato fra gli empi,

mentre egli portava il peccato di molti

e intercedeva per i colpevoli. (Is 53, 1-12)


Signore Gesù, ti preghiamo di rivelarti pienamente nelle nostre vite, ti ringraziamo perché tu non abolisci nulla della nostra umanità, ma la porti a pienezza.

Sr Maria Bruna

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