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4 agosto 2023 - venerdì della XVII settimana Tempo Ordinario

Memoria di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars vicino a Belley in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Ogni giorno nella catechesi che impartiva a bambini e adulti, nella riconciliazione che amministrava ai

penitenti e nelle opere pervase di quell’ardente carità, che egli attingeva dalla santa Eucaristia come da una fonte, avanzò a tal punto da diffondere in ogni dove il suo consiglio e avvicinare saggiamente tanti a Dio.


Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! È una felicità questa che non si può comprendere.

Dal «Catechismo» di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote




Mt 13, 54-58 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.


Parola del Signore.


... Non è costui il figlio del falegname? ...

Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?

Riconoscere, nella sapienza e nei prodigi che Gesù compie, il mistero della sua derivazione divina, non è assolutamente semplice per i suoi compaesani, tanto quanto egli si è radicalmente incarnato nella condizione di uomo, simile a noi in tutto, eccetto il peccato.

Il suo mistero, nascosto da secoli eterni, nella pienezza dei tempi, si è reso accessibile a coloro che lo accolgono, guardando a lui, con gli occhi interiori purificati dalla fede.

Molti esempi proviamo nei Vangeli, primi fra tutti, Maria e Giuseppe che, pur non comprendendo tutto, custodiscono ogni cosa nel loro cuore verginale.

Altri luminosi esempi sono:

Pietro che fa la sua bella professione di fede: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo conosciuto e creduto che Tu sei il Santo di Dio (Gv 6,68-69);

Natanaele in Gv 1,48; la donna samaritana che, dopo il colloquio con Gesù, va ad annunciarlo ai suoi compaesani che credono non solo per le parole di lei, ma per averlo udito e da ciò aver conosciuto che è veramente il Salvatore del mondo (cfr. Gv 4,29-42).

Potrei fare molti altri esempi di fede pura in Gesù; ma mi fermo qui, anche per sottolineare quale grande dono prezioso il Padre celeste ha "affidato" a noi, mandando il suo Figlio Unigenito nel mondo perchè avessimo la vita in pienezza grazie al Suo sacrificio salvifico consumato nella Sua Passione, Morte e Risurrezione.

Riflettiamo Su questo grande mistero che, ha aperto alla nostra umanità l'accesso al Paradiso, essendo Gesù, uomo-Dio asceso alla destra del Padre per intercedere continuamente a nostro favore.


Signore Gesù, Ti rendiamo grazie per la preziosità dei tuoi innumerevoli benefici.

Fa' che la nostra fede, in qualsiasi evenienza, non venga mai meno e proclamiamo, anche solo per profondo silenzio del cuore, che Tu sei il Signore, a gloria di Dio Padre (cfr. Fil 2,11). Amen

sr M. Liliana


Nel Vangelo odierno incontriamo la meraviglia della gente di Nazareth, di fronte alla predicazione di Gesù, che si trasforma in incredulità e persino in scandalo.

Gesù ha vissuto a Nazareth la vita di tutti i giorni insieme alla gente del paese. Ha vissuto la sua vita proprio come scorre la vita della maggior parte degli uomini, anzi, in pratica, la vita di tutti gli uomini, perché tutti vivono giornate composte di azioni in gran parte molto semplici e povere.

La gente non riesce a capire da dove viene a Gesù tutta la straordinarietà delle sue parole, della sua sapienza, delle sue opere. Per la gente, Gesù è il figlio del falegname, sua madre è Maria, ecc…Tutte cose già conosciute e inquadrate nei loro schemi. La meraviglia si trasforma subito in incredulità, dopodiché in scandalo.

Gesù aveva compiuto segni e prodigi nei villaggi vicini, ma quando torna nel suo paese, non è creduto. Perché?

La gente non accetta il mistero di Dio presente nell'uomo comune come loro conoscevano Gesù.

Per parlare di Dio, lui doveva essere diverso. Dio non può essere come lo presenta Gesù.

Le persone che avrebbero dovuto essere le prime ad accettare la Buona Notizia, sono le prime che rifiutano di accettarla.

sr M. Benedetta

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