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31 ottobre 2023 - martedì della 30a settimana del T.O.

Lc 13, 18-21 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».

E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».


Parola del Signore.


...crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».

Nel Vangelo di oggi Gesù non ci dà una definizione del Regno di Dio, ma con due parabole risveglia la nostra capacità simbolica per farci intuire la dinamica con cui il Regno di Dio è presente nella storia del mondo e nella nostra storia personale. Seme e lievito ci parlano di una dedizione nascosta e feconda, fonte di novità e di vita: il seme si dona alla terra per germogliare in una pianta dalle dimensioni sproporzionate rispetto alla sua grandezza, il lievito "sparisce" nella pasta, diventa irriconoscibile in se stesso, ma la sua presenza è svelata da quello che si produce.

La verità del Regno di Dio è quella di un amore che si dona: non si impone con la violenza, non attira l'attenzione dei "potenti", come non l'attirano un seme o il lievito, ma può essere compreso e accolto solo dai "piccoli", da coloro che il Vangelo addita come i veri possessori del Regno. Se ci mettiamo in questo numero possiamo considerare noi stessi come un granello di senape o come un po' di lievito. A ognuno di noi sono donate innumerevoli piccole grazie e ispirazioni che seminano in noi la forza di una vita nuova e ognuno di noi ha la possibilità di riempire la giornata con piccoli gesti di accoglienza, che fanno "fermentare" la pasta della convivenza umana: un sorriso, una parola amabile, una richiesta di perdono. Non conosciamo la dinamica del Regno di Dio se non divenendone parte, lasciandoci coinvolgere nella comunione con Lui perché, come ha detto un famoso teologo,"Tutto l'essere è amore". La verità del regno di Dio può essere scoperta e vissuta solo nell'amore che si fa dedizione e non può essere equivocata con i segni di un dominio storico. "C'è una grandezza che è un modo di regnare che è quella dimensione in cui Gesù ha scelto di vivere e di morire. Il suo regno è quello dove i valori sono l'amore, l'umiltà, la povertà, il servizio" (Pascal)


sr Maria Daniela

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