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26 settembre 2022 - lunedì XXVI settimana TO

Santi Cosma e Damiano, martiri, che si ritiene abbiano esercitato a Cirro nella provincia di Eufratesia, nell'odierna Turchia, la professione di medici senza chiedere alcun compenso e abbiano sanato molti con le loro gratuite cure.


Le gesta gloriose dei santi martiri fanno rifiorire la Chiesa in ogni luogo. Perciò possiamo constatare con i nostri stessi occhi quanto sia vero ciò che abbiamo cantato: «Preziosa agli occhi del Signore é la morte dei suoi fedeli» (Sal 115, 15). Questa morte é preziosa ai nostri occhi e agli occhi di colui, per il cui nome venne affrontata. Ma il prezzo versato per queste morti é stato la morte di uno solo. Quante morti ha riscattato con la sua morte uno solo! Se quel solo non fosse morto, il chicco di frumento non si sarebbe moltiplicato. Avete sentito le parole che dice all'avvicinarsi della sua passione, cioé della nostra redenzione: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»? (Gv 12, 24).

Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo



Lc 9, 46-50 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi». Parola del Signore.

Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me...

Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». (Lc 9, 45-48)

Letteralmente il vangelo dice: “entrò in essi un pensiero”: è la dinamica della tentazione, pensiero che non nasce da dentro, dal profondo (così ci parla Dio), bensì pensiero che entra da fuori…

Nel nostro cuore il silenzio ascoltante è come violato perché lasciamo entrare discussioni e pensieri vani. Chi è il più grande? Gesù non risponde a questo pensiero, ragionamento errato con un altro pensiero, ragionamento, bensì con un gesto, prende un bambino….

Leggendo queste righe del Vangelo di Luca si possono fare due riflessioni.

La prima riguarda il fatto che anche oggi fra noi sorgono dicussioni e queste solitamente nascono da competitività, da desiderio di primeggiare. Chi è il più grande, il più importante? Possiamo anche cadere nella tentazione di chiederci chi ha più potere decisionale nella famiglia, nel posto di lavoro, nella comunità….

La seconda riflessione nasce dalla osservazione dell’atteggiamento di Gesù nei confronti delle nostre perverse logiche mondane.

Gesù conosce molto bene questi pensieri meschini che abitano i nostri cuori. Li conosce perfettamente ma non reagisce ad essi con un duro atteggiamento di condanna, al contrario, con un gesto profetico prende un bambino, lo pone accanto a se e lo addita come esempio.

Gesù ci guarisce dal desiderio di essere grandi, perfetti, dal desiderio di primeggiare ponendo in mezzo a noi i piccoli, i poveri.

Il santo Cottolengo nella Piccola Casa della Divina Provvidenza ha posto al centro, accanto a se i piccoli.

Anche oggi stando accanto a queste persone apparentemente limitate chiunque può ritornare alla propria verità: siamo creature, tutti siamo figli di un Buon Padre che sempre pensa a noi. I poveri ci aiutano aguarire dall’ansia di perfezionarci con le nostre forze, ci insegnano a confidare davvero in Dio.

Signore Gesù che ti sei fatto povero per arricchirci, donaci di accogliere i piccoli nel tuo nome, perché in essi accogliamo Te e Colui che ti ha mandato.


Sr Maria Bruna

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