2 gennaio 2021 - sabato del tempo dopo Natale

Memoria dei santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa.

Basilio, vescovo di Cesarea in Cappadocia, detto Magno per dottrina e sapienza, insegnò ai suoi monaci la meditazione delle Scritture e il lavoro nell’obbedienza e nella carità fraterna e ne disciplinò la vita con regole da lui stesso composte; istruì i fedeli con

insigni scritti e rifulse per la cura pastorale dei poveri e dei malati; morì il primo di gennaio. Gregorio, suo amico, vescovo di Sásima, quindi di Costantinopoli e infine di Nazianzo, difese con grande ardore la divinità del Verbo e per questo motivo fu chiamato anche il Teologo. Si rallegra la Chiesa nella comune memoria di così grandi dottori.


Quando, con il passare del tempo, ci manifestammo vicendevolmente le nostre intenzioni e capimmo che l’amore della sapienza era ciò che ambedue cercavamo, allora diventammo tutti e due l’uno per l’altro: compagni, commensali, fratelli. Aspiravamo a un medesimo bene e coltivavamo ogni giorno più fervidamente e intimamente il nostro comune ideale.

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo




Gv 1, 19-28 Dal Vangelo secondo Giovanni

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Parola del Signore.

... Io sono voce ...

“Io sono voce di uno che grida nel deserto” (Gv. 1,23).

Giovanni Battista si definisce “voce” , Lui prepara la strada a Gesù, il Salvatore. Scuote il nostro cuore e il nostro vivere, perché permettiamo a Dio di avvolgerci nel Suo abbraccio, per accogliere con amore, umiltà, con gratitudine e tenerezza, LUI, il “Dio fatto Bambino”, che desidera il nostro bene. “Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che Egli ha fatto: la vita eterna” (1Gv 1,24-25).

Ci promette la ‘vita eterna’ e ci dà la possibilità e l’aiuto per possederla già da adesso, con l’impegno, la fatica, la sofferenza, la gioia: nella vita di ogni giorno.

Chiediamo l’aiuto ai Santi Basilio e Gregorio, i due santi Padri, Monaci, che la Liturgia oggi ci fa ricordare: hanno sostenuto la fede della Chiesa e del popolo affidato alla loro cura pastorale, nelle fatiche e speranze in anni difficili.

Maria, che abbiamo celebrato ieri come “Madre di Dio”, ci sostenga oggi e in questo nuovo anno che inizia, nel cammino della fede, della speranza e della carità, e ci aiuti nel custodire la Parola di Dio nel cuore e nella vita. Buon anno nel Signore!!! Deo gratias!

Sr. Maria Antonietta



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