14 settembre 2026 - lunedì della 24a settimana del T.O.
Festa della esaltazione della Santa Croce, che, il giorno dopo la dedicazione della basilica della Risurrezione eretta sul sepolcro di Cristo, viene esaltata e onorata come trofeo della sua vittoria pasquale e segno che apparirà in cielo ad annunciare a tutti la seconda venuta del Signore.
Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi.
Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo
Gv 3, 13-17 Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». Parola del Signore.

Nel Vangelo di questa festa Gesù si identifica col serpente che Mosè innalzò nel deserto che liberava il popolo dalla morte certa, se qualcuno sollevava lo sguardo verso di lui.
Cosa ci vuole annunciare?Vuole farci comprendere in cosa consiste la sua esaltazione: nell'essere avvelenato per noi, nel subire fino in fondo le conseguenze del veleno del nostro peccato, ma offrirci la possibilità di vivere e di superarlo alzando lo sguardo con fiducia verso di Lui, quando elevato nella sua crocifissione vince col suo amore più forte del male e della morte. Qualcuno ha detto che Gesù, come nostro Salvatore, è il nostro "vaccino"contro il male. Nel suo corpo martoriato sul legno della croce beve fino alla feccia e sperimenta fino in fondo le conseguenze dell'odio degli uomini e del loro peccato, ma lo scontro lo trova vincitore: "morte sarò la tua morte, inferno sarò la tua rovina" canta la liturgia pasquale. Ci ha salvati strappandoci dal male, manifestando la sua forza divina col prenderlo su di sè con mitezza e umiltà, con amore misericordioso verso ognuno di noi.
Ci ha chiesto di accettare il suo dono: tra gli Israeliti solo chi sollevava lo sguardo al serpente di rame era guarito, tra noi solo chi guarda alla croce del Signore con amore può trovare speranza nelle prove della vita.
Questa festa ci colma di gratitudine per l'amore immenso e gratuito di Dio per noi e ci chiede di coltivare la fiducia e la speranza anche di fronte alle dolorose prove di questo tempo che coinvolgono tanti nostri fratelli e sorelle. Non siamo soli: una volta per sempre il Signore Gesù è stato esaltato sulla croce per essere esaltato in ogni croce della vita e della storia degli uomini e manifestare in esse la sua vittoria di amore.



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