1 novembre 2026 - Tutti i Santi, Solennità di Ognisanti
Solennità di tutti i Santi uniti con Cristo nella gloria: oggi, in un unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni.
Dai "Discorsi" di san Bernardo, abate
A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. E' chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro. Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
Mt 5, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.

Che bello festeggiare oggi la solennità di tutti i Santi! Sono i nostri amici più cari, fanno il tifo per noi, aspettandoci nel bel Paradiso! Davvero, nel nostro cammino, possiamo ancora fare l'esperienza di amici che ci tradiscono: i Santi no! Sant'Ignazio, al termine della preghiera sulla Parola di DIo secondo lo schema degli Esercizi spirituali, inserisce un colloquio con un Santo. E' bello perchè davvero chi più di loro, dopo nostro Signore, desidera che viviamo nella grazia, che possiamo percorrere il nostro personale cammino di santità, che lottiamo contro il peccato e ci apriamo alla vita nello Spirito? I Santi non solo desiderano questo per noi ma anche ci aiutano concretamente, se siamo disposti a prestare ascolto alla loro voce. Ognuno avrà i suoi "preferiti" ma è bello in questa ricorrenza ricordarli tutti. Sono una grande squadra! Come ci diceva Papa Francesco, oggi possiamo anche fare attenzione ai "santi della porta accanto", che possiamo riconoscere solo con gli occhi ben aperti e il cuore disposto a vedere la grazia. Non poniamo barriere all'azione dello Spirito, frequentiamo la Parola di Dio, apriamoci alla fraternità. Il Santo Cottolengo diceva: "Siate santi, il resto è niente". E una delle sue massime è: "I Santi sono i più contenti di tutti". Del resto, aveva ben accolto il Vangelo delle Beatitudini, che la liturgia oggi ci propone. "Beati i poveri in spirito", e tutte le altre che seguono, ci fanno percorrere il nostro personale cammino di santità: camminiamo, anzi corriamo, docili alla voce dello Spirito che in noi grida Abba'.




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