11 novembre 2021 - giovedì XXXII settimana TO

Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell'odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant'Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.


Lasciate, fratelli, lasciate che io guardi il cielo, piuttosto che la terra, perché il mio spirito, che sta per salire al Signore, si trovi già sul retto cammino. Detto questo si accorse che il diavolo gli stava vicino. Gli disse allora: Che fai qui, bestia sanguinaria? Non troverai nulla in me, sciagurato! Il seno di Abramo mi accoglie. Nel dire queste parole rese la sua anima a Dio. Martino sale felicemente verso Abramo. Martino povero e umile entra ricco in paradiso.

Dalle «Lettere» di Sulpicio Severo



Lc 17, 20-25 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: "Eccolo qui", oppure: "Eccolo là". Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: "Eccolo là", oppure: "Eccolo qui"; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Parola del Signore.

...è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione...

Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione.

Questo ci dice Gesù oggi. Che bello pensare che nella nostra società, così persa dietro al culto dell’immagine, di ciò che cattura l’attenzione, il Signore ancora oggi ci dice questa parola. Ci promette tutto il bene del mondo, tutto l’amore e la pace che desideriamo, ma non lo fa alla maniera del mondo, perché vuole custodire al massimo la nostra libertà. Infatti, di fronte a qualcosa che rapisce la nostra attenzione, noi possiamo venire costretti a seguirlo, ad interessarcene, ne subiamo il fascino. Di Gesù, della novità del regno, siamo chiamati ad accogliere un invito, a farne una scoperta che ci scalda il cuore, a decidere liberamente di dire di sì. E così potremo a nostra volta farci portavoce per altri fratelli. Un fratello presbitero, missionario in terre lontane, una volta ci raccontava del suo modi di annunciare il Vangelo: sussurrare il Vangelo al cuore della sua gente. Questo fa il Signore con noi: non alzerà mai la voce, ma ci sussurra la sua Parola che ci salva. Allora, sta a noi sintonizzarci, non lasciarci sommergere dal frastuono di tanti suoni che ci confondono, per avere le antenne dritte a captare ogni segnale. “Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me stesso. Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso. Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso. E, Signore, quando il Regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te”. (Madre Teresa di Calcutta)

sr Anna Maria

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