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11 agosto 2021 - mercoledì della XIX settimana del T.O.


Memoria di santa Chiara, vergine, che, primo virgulto delle Povere Signore dell’Ordine dei Minori, seguì san Francesco, conducendo ad Assisi in Umbria una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà; insigne amante della povertà, da essa mai,

neppure nell’estrema indigenza e infermità, permise di essere separata.


Al centro dello specchio noterai l’umiltà, la beata povertà e le innumerevoli fatiche e sofferenze che egli sostenne per la redenzione del genere umano.


Dalla «Lettera alla beata Agnese di Praga» di santa Chiara, vergine





Mt 18, 15-20 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Parola del Signore.

... avrai guadagnato il tuo fratello ...

Sappiamo, o Padre, che a te solo appartiene il giudizio, perché Tu solo sei il Giudice giusto e misericordioso. Tu sei il Padre di Gesù Cristo e il Padre nostro e noi siamo tutti tuoi figli e fratelli. Per questo, prima di avvicinarci al fratello per ammonirlo, vogliamo avvicinarci al tuo Cuore di Padre e rivolgerci a Te come Gesù ci ha insegnato: Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.

L’apostolo Paolo ci dice che tra di noi non ci deve essere altro debito se non quello di un amore vicendevole, tuttavia invita il suo fedele discepolo ad ammonire ed esortare a tempo opportuno e non opportuno. Se noi ci avviciniamo al fratello che ha sbagliato non cercando il suo vero bene, ma con giudizi di condanna e non di sperana e di comprensione fraterna, il nostro intervento non può far germogliare i frutti dello Spirito: amore, benevolenza, fiducia. Per questo prima di avvicinarci a chi ha sbagliato dobbiamo fare verità dentro di noi e riconoscere le nostre debolezze. Così pregava S. Agostino confessando la sua infermità: O fonte di misericordia, ascolta chi, infermo, grida a Te. Luce che passi, ascolta chi è cieco, tendigli la mano affinchè venga a te e nella luce veda la luce". Maria, Madre di misericordia, se vedi che ai nostri otri viene meno il "vino" della misericordia, rivolgi a noi i tuoi occhi misericordiosi e come a Cana supplica tuo Figlio perchè rimaniamo nel timore di ferire i nostri fratelli con le nostre false interpretazioni e soprattutto con la nostra indifferenza.

Sr. M. di Gesù Bambino

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