10 settembre 2019 - martedì XXIII settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Lc 6, 12-19 Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore.


Con gli apostoli (di James Tissot)

Oggi Gesù ci fa molto riflettere sulla potenza della preghiera.

Lui passa tutta la notte pregando Dio e al mattino sceglie i Dodici. Prima di una decisione così grande, Gesù prega. E noi?

Forse non siamo capaci di farlo nemmeno per le circostanze più semplici della nostra vita. Oggi, invece, la Parola ci dà questo prezioso insegnamento: anche se è una piccola decisione quella che dobbiamo prendere, è meglio per noi affidarla a Dio nella preghiera, domandare la Sua protezione e il Suo consiglio, senza illuderci di potercela fare da soli. Abbiamo un Padre nei cieli, che continuamente veglia su di noi e vuole aiutarci.

Scrive Jean Lafrance: “L’uomo di fede vive sotto questo sguardo del Padre che vede, ascolta e conosce. Preferisce l’idea del Padre alla sua e vi aderisce con assoluta docilità. Si può dire in questo senso che lo Spirito filiale è una componente essenziale della fede, poiché ci fa vivere con una totale fiducia nel Padre che conosce cosa è giusto per noi”.

Sr Anna Maria


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