10 gennaio 2020 - Battesimo del Signore

Festa del Battesimo di nostro Signore Gesù Cristo, in cui egli mirabilmente è dichiarato Figlio di Dio, l’amato, le acque sono santificate, l’uomo è purificato e tutto il creato esulta.



Mc 1, 7-11 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: "Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo".

Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento".

Parola del Signore.

"Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento"

COME UNA SPUGNA

Vi siete mai chiesti perché Gesù, il Figlio di Dio senza peccato, si accodi ai peccatori presso il Giordano? Non è assurdo? Cosciente di non essere peccatore, chiede di essere battezzato da Giovanni, pur sapendo che il rito praticato dal Battista è un chiaro richiamo alla conversione. Infatti, i penitenti si lasciano immergere nelle acque del fiume per dichiarare pubblicamente i propri peccati, le proprie miserie, ma anche il desiderio di cambiare vita. Gesù, evidentemente, non ha affatto bisogno di tutto questo. Tuttavia, come ci ricorda il Signore per bocca del profeta Isaia: « I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri» (Is.55,8.9).

In poche parole, Dio è sorprendente. Non riusciamo minimamente a immaginare le ragioni che Lo spingono a comportarsi come nessuno si sognerebbe di comportarsi. Ciononostante, non ci lascia a bocca asciutta: il perché che ci siamo posti è troppo importante per rimanere senza una risposta. Proviamo a ricercarla nelle parole di due interlocutori privilegiati, ossia Giovanni il Battista e Dio Padre. Nel Vangelo secondo Giovanni, il Battista “vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!»” (Gv 1,29). Nel Vangelo secondo Marco, si legge: “E, uscendo dall'acqua, [Gesù]vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto»” (Mc 1,10-11). Proviamo ora a incastrare i pezzi del puzzle: Gesù di Nazareth si dirige al Giordano apparentemente per sottoporsi a un rito di penitenza. Simbolicamente, nelle acque del fiume, vengono i riversati i peccati, e le miserie di chi desidera convertirsi. Gesù chiede di essere immerso in quest’acqua… per prendere su di sé tutta la nostra sporcizia. Come una spugna che, immersa in un liquido, non perde la propria natura di spugna (spugna è e spugna resta), così Gesù, immergendosi nella nostra umanità peccatrice, non perde nulla della propria natura divina, cioè non commette nessun peccato. L’Agnello di Dio prende su di sé i nostri peccati per toglierli. Il Padre lo guarda e si compiace di Lui come Figlio prediletto perché, attraverso di Lui, noi siamo salvati dal male e otteniamo la possibilità di diventare anche noi figli prediletti di Dio.

Certo è che se non riconosciamo il nostro male Gesù non può togliercelo: come si può curare un paziente che, per orgoglio, non ammette di essere malato e non vuole guarire? Consegniamoci senza timore a questo Medico: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona” (Is 55,7).

Madre Immacolata, aiutaci ad arrenderci umilmente di fronte al Salvatore che vuole immergersi nelle nostre torbide acque interiori per risanarle.

Maria Chiara

(pubblicato sulla Gazzetta d'Asti)

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