6 febbraio 2021 - sabato della IV settimana del T.O.

Memoria dei santi Paolo Miki e compagni, martiri, a Nagasaki in Giappone. Con l’aggravarsi della persecuzione contro i cristiani, otto tra sacerdoti e religiosi della Compagnia di Gesù e dell’Ordine dei Frati Minori, missionari europei o nati in Giappone, e diciassette laici, arrestati, subirono gravi ingiurie e furono condannati a morte. Tutti insieme, anche i ragazzi, furono messi in croce in quanto cristiani, lieti che fosse stato loro concesso di morire allo stesso modo di Cristo.


Il nostro fratello Paolo Miki, vedendosi innalzato sul pulpito più onorifico che mai avesse avuto, per prima cosa dichiaro ai presenti di essere giapponese e di appartenere alla Compagnia di Gesù, di morire per aver annunziato il vangelo e di ringraziare Dio per un beneficio così prezioso. Quindi soggiunse: «Giunto a questo istante, penso che nessuno tra voi creda che voglia tacere la verità. Dichiaro pertanto a voi che non c'è altra via di salvezza, se non quella seguita dai cristiani. Poiché questa mi insegna a perdonare ai nemici e a tutti quelli che mi hanno offeso, io volentieri perdono all'imperatore e a tutti i responsabili della mia morte, e li prego di volersi istruire intorno al battesimo cristiano».

Dalla «Storia del martirio dei santi Paolo Miki e compagni» scritta da un autore contemporaneo


Mc 6, 30-34 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore.

«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'».

“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: ‘Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’!”. (Mc 6,30-34).

Gli apostoli raccontarono a Gesù le loro fatiche apostoliche, e Gesù li chiama con Lui in disparte perché possano ‘gustare’ la gioia di aver lavorato per Lui, nel diffondere la Parola, la buona notizia della salvezza, e perché possano scoprire che è Dio che agisce in loro. In disparte prendono coscienza che il loro riposo è stare con Gesù. La folla intuisce che la fatica degli apostoli trova quiete e riposo in Gesù, perciò accorre perché dove c’è Gesù, ‘il Pastore grande delle pecore’ (Eb 13,20), c’è sollievo e sicurezza. Quindi lo seguono volentieri perché sentono il suo amore e la sua compassione e così non sono più come pecore senza pastore.

Maria, Agnella immacolata, Madre dell’Agnello di Dio, ci insegni a seguirlo con docilità e amore nel cammino della vita come pecorelle di Dio, amate e salvate da Lui. Deo gratias!

Sr Maria Antonietta

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