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3 giugno 2023 - sabato della 8a settimana Tempo Ordinario

Memoria dei santi Carlo Lwanga e dodici compagni, martiri, che, di età compresa tra i quattordici e i trent'anni, appartenenti alla regia corte dei giovani nobili o alla guardia del corpo del re Mwanga, neofiti o fervidi seguaci della fede cattolica, essendosi rifiutati di accondiscendere alle turpi richieste del re, sul colle di Namugongo in Uganda furono alcuni trafitti con la spada, altri arsi vivi nel fuoco.




Mc 11, 27-33 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?».

Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: "Dal cielo", risponderà: "Perché allora non gli avete creduto?". Diciamo dunque: "Dagli uomini"?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».


Parola del Signore.


Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non  credettero.
«Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Gesù va volentieri al Tempio di Gerusalemme, anche con i suoi discepoli, perché questo è il luogo per l’incontro con Dio, è il luogo della preghiera che scalda il cuore e la vita. Qui trova sempre qualcuno che lo cerca. Lui accoglie e ascolta tutti, i piccoli, i poveri, i malati, quelli che hanno bisogno del suo conforto: a tutti dona una parola, un gesto di consolazione. Ma quando incontra qualcuno che gli fa domande con cattive intenzioni e non lo cerca con purezza di cuore, Gesù risponde con l’autorità e la verità che mette in difficoltà chi lo interroga. Egli chiude la bocca agli stolti, smascherando la loro malafede e la loro durezza di cuore.

Maria, invece, è modello nella ricerca della sapienza, perché il suo cuore è puro. Anche lei, nell’Annunciazione, chiede una chiarificazione all’Angelo, ma poi accoglie la volontà di Dio e «serba tutte queste cose nel suo cuore» (cfr Lc 2,19) meditandole e custodendole con amore nella vita di ogni giorno.

Chiediamo a Maria di intercedere per noi presso il Signore e la grazia di seguirla nel cammino dell'umiltà e della preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio per essere segno e testimonianza per i nostri fratelli. Tutti desideriamo aprirci all'abbondanza della grazia divina. Tutti abbiamo bisogno di incontrare sulla nostra strada cristiani felici, felici di essere cristiani! Che sia anche la nostra testimonianza. Buon cammino!

Deo gratias!

Sr Maria Antonietta

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