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29 aprile 2023 - sabato della 3a settimana di Pasqua - SAN G.B. COTTOLENGO

San Giuseppe Benedetto Cottolengo, sacerdote, che, confidando nel solo aiuto della divina Provvidenza, aprì una casa in cui si adoperò nell’accoglienza di poveri, infermi ed emarginati di ogni genere.


Nella sola Divina Provvidenza confidar deve l’uomo, sicuro che questa nel governo universale del mondo non manca, né mancherà mai; in questa si deve sperare, su di questa come su di sodo e immobile fondamento si deve poggiare, a questa pienamente affidarsi, e su di essa gettare ogni pensiero, desiderio e speranza, giusta l’importante avviso che ce ne dà il profeta: Getta nel Signore il tuo affanno (Sal 54,23).

Dai discorsi di san Giuseppe Benedetto Cottolengo




Dal Vangelo secondo Matteo - 25, 31-40

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?  

Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.


Parola di Dio

Rendiamo grazie a Dio

Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non  credettero.
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,40). Perciò, chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa (Mt 10,42).

Questi piccoli, che un giorno avevano fatto esultare di gioia Gesù nello Spirito Santo (cfr. Lc 10,21), ai quali il Padre ha rivelato i misteri del Regno (cfr. Mt 11,25); questi piccoli sono coloro che confidano unicamente in Dio, Padre buono e provvidente che più pensa egli a noi, di quanto noi stessi pensiamo a lui, diceva san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Perché Iddio, nostro Padre celeste, che nutre gli uccelli dell'aria e veste i gigli del campo, non abbandonerà mai l'anima fedele che confida in lui (DP 335). E aggiungeva: Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia (Mt 6,31-33); e tu, piccolo gregge, non temere, perché al Padre vostro è piaciuto dare proprio a voi il suo Regno (cfr. Lc 12,32). E il suo regno è già qui, in mezzo a noi, e bussa alla porta della nostra casa. E volete sapere - dice Gesù - come bussa? Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25,35-36).

E allora anche noi, come il Santo Cottolengo, ci sentiremmo rivolgere quelle parole di Gesù: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete la ricompensa che vi è stata promessa, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo (Mt 25,34).

sr Marialuisa

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