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23 luglio 2026 - giovedì della 16a settimana del T.O.

23 lug
Tempo di lettura: 3 min

Santo Brigida, religiosa, che, data in nozze al legislatore Ulfo in Svezia, educò nella pietà cristiana i suoi otto figli, esortando lo stesso coniuge con la parola e con l'esempio a una profonda vita di fede. Alla morte del marito, compì numerosi pellegrinaggi ai luoghi santi e, dopo aver lasciato degli scritti sul rinnovamento mistico della Chiesa dal capo fino alle sue membra e aver fondato l'Ordine del Santissimo Salvatore, a Roma passò al cielo.


Onore a te, Signore Gesù Cristo, per aver rivolto umilmente, in mezzo a tali tormenti, i tuoi occhi colmi di amore e di bontà alla tua degnissima Madre, che mai conobbe il peccato, né mai consentì alla più piccola colpa, e per averla consolata affidandola alla protezione fedele del tuo discepolo. Benedizione eterna a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver dato, durante la tua mortale agonia, la speranza del perdono a tutti i peccatori, quando hai promesso misericordiosamente la gloria del paradiso al ladrone che si era rivolto a te.

Dalle «Orazioni» attribuite a santa Brigida.





Gv 15,1-8

Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».


Parola del Signore.


Rimanete in me e io in voi.
Rimanete in me e io in voi.

La festa odierna propone alla nostra meditazione il Vangelo della vite e dei tralci che apre il nostro cuore al mistero della nostra intima unione di cristiani con Gesù, nostro Signore e Salvatore: Egli in noi e noi in Lui. L'invito è quello di "rimanere". Si tratta di un ideale nuziale, di una condivisione stretta della propria vita, lasciandosi coinvolgere pienamente nella mente, nel cuore, nella volontà, nelle azioni dal rapporto con Gesù. Così la nostra profonda solitudine verrà profondamente riempita dalla presenza di un amico, un padre e uno sposo incomparabile.

Santa Brigida ha testimoniato come vivere uniti al Signore sia bello e fecondo, fonte di realizzazione per la nostra umanità e di gioia per noi e per gli altri. Con la sua vita ha testimoniato che la comunione con Dio è possibile in ogni condizione di vita. Infatti lei stessa ha attraversato e vissuto sempre unita al Signore, vari stati di vita  a cui si è sentita chiamata, prima come sposa affezionata e fedele, poi come consacrata e fondatrice di un ordine religioso insieme a una delle sue figlie.

 Anche a lei non sono state risparmiate sofferenze e prove, ma ha trovato forza nella meditazione della Passione di Gesù sulla quale è stata ispirata a scrivere le famose Orazioni, ancora oggi fonte di speranza per molti credenti che le conoscono e le recitano.

Anche per noi, uomini e donne del 2025 rimane vero che senza essere innestati in Gesù "vera vite" non possiamo far nulla, ma riservando a Lui il primo posto nel nostro cuore e dedicando tempo alla preghiera, mettendo in relazione con Lui e affidando alle sue mani quello di cui abbiamo bisogno, i nostri desideri di bene possono diventare realtà. Come Santa Brigida nelle nostre piccole vicende possiamo vincere il timore di consegnare tutto noi stessi al Signore e scoprire che l'esperienza più bella della vita è quella di appartenere a Qualcuno ed essere liberi di donarci.

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