2 maggio 2020 - sabato della III settimana di Pasqua

Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combattè strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.


Gv 6, 60-69

Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».

Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».

Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore.


Signore, da chi andremo?

... Molti dei discepoli di Gesù dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?”.

Gesù, quando aveva aperto gli occhi al cieco nato, incontrandolo gli aveva chiesto: “Credi tu, nel Figlio dell’uomo?” e quegli rispose: “E chi è Signore, perché io creda in lui?” (Gv 9,41).

E quando si era manifestato a Paolo sulla via di Damasco chiedendogli il perché di tanta crudeltà: “... Perché mi perseguiti?”. Paolo a sua volta, alla voce che lo interpellava, rispondeva: “Chi sei, Signore?”.

Gli occhi del cieco e del futuro apostolo si aprono nel momento in cui cercano di intendere e di accogliere nella fede, la testimonianza di Colui che è stato inviato dal Padre.

Il Figlio amato non è forse nelle parole e nelle opere l’espressione di Colui che l’ha mandato per ridarci la vita con la sua carne e il suo sangue, con la sua umanità e per farli rimanere nel suo Amore?

S. Giuseppe Benedetto Cottolengo dice: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, sta in me ed io in lui: or dunque, sembra che sia cosa buona rimanere nel Signore, ed il Signore con noi? Altro che buona, è ottima”. (...) tutte le anime sante ricevettero la santità, la pazienza e l’amore dalla santa comunione”.

Ed è per questo che le parole di Gesù non erano dure per loro, ma parole di vita eterna.

“Chi viene dalla terra appartiene alla terra e parla della terra, così chi appartiene alla carne non può intendere le parole di Colui che viene dal cielo ed è al di sopra di tutti”(cfr. Gv. 3,31-36).

Le parole del Figlio dell’uomo si rivelano ai figli dell’uomo attraverso la sua carne e il suo sangue ed è attraverso di essa che Gesù rivela la sua divinità.

S. Paolo è interpellato da Gesù: “Perché mi perseguiti?”.

La risposta era nella stessa domanda: “Io sono Gesù che tu perseguiti” ...Sì, che tu perseguiti nei tuoi fratelli, membra del mio corpo della mia Chiesa.

«La fede stessa è in qualche modo una conoscenza anche per quelli che credono con semplicità, senza capire le argomentazioni. Invece la conoscenza che arriva a essere formulata in concetti è propria di coloro che hanno le facoltà maggiormente esercitate nell’indagine, le dimostrazioni della fede “pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione” (1Pt 3,15) della fede e della speranza che sono in noi... » (Baldovino di Canterbury, vescovo).

O Padre, oggi con questa pandemia, tanti tuoi figli sono angosciati e affamati del Pane disceso dal cielo, di Gesù cibo e bevanda di vita. Ma tu non ci lasci morire di fame e di sete e anche in questo “deserto” ci attiri a te e ci nutri con la tua Parola, Spirito e vita per noi pellegrini su questa terra arida e senz’acqua. Tu ci attiri a te, per metterci nelle mani del Buon Pastore, dove nessuno e nessun male possono strapparci e dove non mancano di nulla le pecorelle che vivono di Lui, con Lui e per Lui che ha dato la vita per loro.

Sr M. di Gesù Bambino

36 visualizzazioni1 commento
LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

INDIRIZZO

Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

Via del Santuario, 22

​Pralormo (TO) 10040 Italia

tel 0119481192

adoratrici@gmail.com

farebene.png

© 2019 Monastero Adoratrici Pralormo

  • YouTube