14 agosto 2022 - XX domenica del T.O.

Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio

di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.


L’obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta con certezza la divina volontà.

Dalle lettere di san Massimiliano Maria Kolbe



Lc 12, 49-57 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

"Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera".


Parola del Signore.

... fuoco sulla terra ...

DOV'E' IL TUO TESORO LA' SARA' ANCHE IL TUO CUORE


“Vigilare è prestare attenzione al presente perché lì c'è già il futuro”. (Carlo Maria Martinii). In queste parole è espresso il segreto della vita cristiana che inizia nel tempo, ma si compie nella vita eterna. Mentre la soddisfazione dei nostri bisogni e la sicurezza che ci dà la scienza ci rendono sazi e ci danno l'impressione di essere ricchi, ascoltare la sete profonda del nostro cuore, liberandoci un po' dalla prigionia del nostro “personaggio”, ci fa scoprire la nostra povertà e il desiderio nascosto di “possedere un tesoro che i ladri non rubano e il tempo non consuma”. Diceva S. Agostino che la vita del cristiano è una ginnastica del desiderio. “Ciò che desideri non lo vedi ancora, ma desiderando dilati la tua capacità così potrai essere riempito quando giungerà ciò che vedrai. Il santo desiderio sarà tanto più efficace quanto più strapperai le radici della vanità ai tuoi desideri”. La nostra vigilanza quindi diventa un atteggiamento profondo di conversione, uno stendere le radici dei nostri desideri verso l'acqua viva dell'Eterno e liberarci dalla superficialità, da ciò che ci seduce nell'immediato, facendoci dimenticare per chi siamo e dove andiamo. Prendere la vita nelle mani e tenere aperto l'orizzonte non è compito solo dei giovani. Papa Francesco non si stanca mai di invitarci a evitare la mondanità spirituale, quell'atteggiamento “che rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare gli errori degli altri ed è ossessionato dall'apparenza” (EG 97). Questa mondanità si distrugge soltanto davanti alla croce del Signore e perciò diventiamo vigilanti guardando alla croce.

La vigilanza è anche l'anima del nostro agire nel mondo e nel tempo che abbiamo a disposizione. “Nell'ora che non immaginate viene il Figlio dell'uomo”. Non c'è da indagare su giorni e ore: ci basta sapere che ogni giorno e ogni ora è il momento opportuno per vivere l'incontro con Lui e compiere il bene. Il desiderio del cuore ci rende vigilanti nell'attesa del futuro, mentre viviamo intensamente il presente, con l'impegno di un servo che ha da compiere un lavoro, da esercitare una responsabilità. L'amore per Dio si manifesta sempre nella responsabilità verso gli altri, nel cercare il loro bene fino a dare la nostra vita, come diceva una nostra Sorella: “Cristo non è mai solo”.

Se il mondo sembra ignorare Dio, con la nostra speranza attiva lo manteniamo aperto a Lui e rimaniamo un segno per quanti si sentono in ricerca. Siamo un “piccolo gregge”, ma abbiamo con noi il buon Pastore che ci guida al Regno.


Sr Maria Daniela

del Monastero cottolenghino”Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù” - Pralormo

21 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti