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11 novembre 2023 - sabato della XXXI settimana del T.O.

Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.


Ma quando già pensava di far ritorno al monastero, sentì improvvisamente che le

forze del corpo lo abbandonavano. Chiamati perciò a sé i fratelli, li avvertì della morte ormai imminente.

Dalle «Lettere» di Sulpicio Severo



Lc 16, 9-15 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».


Parola del Signore.


... Dio conosce i vostri cuori ...

Gesù, spesso scombussoli le nostre idee e i nostri schemi e ci spiazzi, come in questo caso, in cui affermi che non si può servire Dio e la ricchezza. Eppure, in tutto l’Antico Testamento la ricchezza, l’abbondanza dei beni temporali è esaltata come segno della benevolenza di Dio, del suo favore e della sua amicizia. Tu invece, Gesù, sei piuttosto severo nei confronti dei ricchi: Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro (Lc 16,13). Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo (Lc 14,33). E aggiunge ancora: Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni (Lc. 12,15). A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti (Mt 10,25), perché era decisamente diverso da quello che avevano sempre pensato.

Ma forse, Gesù, tu ci vuoi far riflettere sul fatto che bisogna scegliere un "signore" della nostra vita, bisogna vivere per qualcuno. Chi è il "signore" della nostra vita? Per chi viviamo?

E ci fai capire così che sei Tu il vero Signore della nostra vita; dietro le tue parole esigenti, c'è in realtà un appello di grande bontà e misericordia, un invito a scegliere Te, perché sei Tu il nostro vero bene e la nostra vera ricchezza.

Sr Marialuisa


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