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Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

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Martedì 20 agosto 2019 - XX settimana TO

Aggiornato il: 20 ago 2019

Memoria di san Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio; percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore. (Martirologio Romano)


L'amore è il solo tra tutti i moti dell'anima, tra i sentimenti e gli affetti, con cui la creatura possa corrispondere al Creatore, anche se non alla pari; l'unico con il quale possa contraccambiare il prossimo e, in questo caso, certo alla pari. Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato. Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che l'ameranno si beeranno di questo stesso amore.

Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate

Mt 19, 23-30 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Parola del Signore.


...è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio

Il brano di oggi si collega alla richiesta di Gesù al giovane: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!» (Mt 19,21). Ma udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze (Mt 19,22).

Gesù commenta: “difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli”.

Il Vangelo ci presenta infatti molti ricchi stolti. Nel Vangelo di Luca leggiamo del ricco che avuto un raccolto abbondante, progetta di demolire i magazzini per costruirne di più grandi e poi di godere di questi beni per molti anni, ma che viene chiamato proprio quella notte (Lc 12,16ss), oppure del ricco che indossa vestiti eleganti e che ogni giorno dà lauti banchetti (Luca 16,19 ss).

Gesù dice: “Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12,33).

Perché questa avversione alla ricchezza? Forse perché la ricchezza ci acceca e non ci fa vedere la nostra limitatezza e il bisogno che abbiamo degli altri, della comunità.

Infatti la ricchezza non fa vedere al ricco che Lazzaro sta morendo di fame, alla sua porta e ci dà manie di onnipotenza, di eternità, eliminando il pensiero che la vita non è in mano nostra (Sl 144,4 L’uomo è come un soffio,i suoi giorni come ombra che passa).

Nell’Apocalisse alla Chiesa di Laodicèa viene detto: “Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco (di carità), e abiti bianchi per vestirti (del dono della Salvezza) e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista”. (Ap 3,17-18)

“Vendere questo collirio” è opera di Dio che davvero conosce il cuore e la storia di ciascuno e ci apre gli occhi, ma attenzione “a Dio tutto è possibile” (Mt 19,26), anche “che un cammello passi per la cruna di un ago” (Mt 19,24).

sr M.Chiara


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