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9 novembre 2021 - martedì XXXII settimana TO

Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall'imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell'amore e dell'unità con il Romano Pontefice.


Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio

Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo é vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo é vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che é proprio in essa che sono rinati spiritualmente. Per la prima nascita noi eravamo coppe dell'ira di Dio; secondo nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se riflettiamo un pò più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell'anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo é il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17).

Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo

 

Gv 2, 13-22 Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.

Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».

I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».

Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore.

Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio...

Oggi si celebra la Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, la “madre” di tutte le chiese, considerata da sempre la Basilica del Papa.

Gesù, come ogni buon Giudeo praticante, si reca a Gerusalemme per la festa di Pasqua e qui, proprio nel tempio, compie un gesto assolutamente inaudito: caccia via tuti i venditori di buoi, pecore e colombe, e i cambiamonete. Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato! (Gv 2,16b). Il che, molto concretamente, significa che la gente non può più comprare gli animali da offrire in sacrificio e quindi richiama la folla sulla vera funzione del tempio: essere casa di preghiera per tuti i popoli. Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa perché il mio nome vi resti sempre (2Cr 7,16). Anche gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli (cfr. Is 56,6-7).

Ma Gesù va più in profondità e afferma di essere Lui il vero tempio della presenza di Dio nel mondo, Lui in cui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere, e parlava del tempio del suo corpo (cfr. Gv 2,19.21). Sei tu, Gesù, il nuovo Tempio, Tu il Dio-con-noi presente lungo tutte le strade degli uomini, Tu che vuoi fare anche di noi templi vivi della Tua presenza. Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo (2Cor 6,16).

sr Marialuisa

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