9 giugno 2021 - mercoledì della X settimana del TO

Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo.


Fa’ risplendere, o Signore, il giorno luminoso della tua scienza e scaccia la notte tenebrosa dalla nostra mente, perché sia illuminata e ti serva nella novità della purezza. Il sorgere del sole segna l’inizio dell’attività dei mortali. Fa’, o Signore, che perduri nelle nostre menti il giorno che non conosce la fine. Donaci di vedere in noi stessi la vita della risurrezione e fa’ che nulla distolga il nostro spirito dalle tue gioie. Imprimi in noi, o Signore, il segno di questo giorno che non trae inizio dal sole, infondendoci una costante ricerca di te.

Dai «Discorsi» di sant’Efrem, diacono


Mt 5, 17-19 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota...

«Non sono venuto ad abolire (la Legge o i Profeti), ma a dare pieno compimento. … Chi li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grane nel regno dei cieli» (Mt 5,17-19).

Gesù parla della Legge e si riferisce alla Legge divina che non cambia, scritta dal Suo amore nel cuore dell’uomo. Egli la porta a compimento per ridonarle la sua purezza antica, originaria, perché l’uomo ne faccia un atto di amore a Dio e al prossimo. ‘L’amore, in cui già si riassumeva la Legge antica diviene il comandamento nuovo e inesauribile di Gesù e compie tutta la legge’ (nota B.J.). Dio ha scritto nel nostro cuore una Legge di amore, non di costrizione, per indicarci la via del bene e per la nostra crescita. «Se agisci bene, non dovresti tenere alto il tuo volto?» (cfr Gn 4,6). Ci indica una via di luce che rende luminoso il volto e la vita nelle varie situazioni dei giorni. Anche la più piccola osservanza della Legge di Dio fatta per amore di Lui, avrà la sua ricompensa nel futuro e nel presente rende lieto il volto e sereno il cuore.

Maria, Madre della Luce, illumini il nostro cammino nella fedeltà di ogni giorno a Dio che ci ama come figli. Deo gratias!


Sr Maria Antonietta

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