8 novembre 2019 - venerdì XXXI settimana TO

Aggiornato il: 16 feb 2020

A Digione in Francia, beata Elisabetta della Santissima Trinità Catez, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, che sin dalla fanciullezza cercò e contemplò nel profondo del cuore il mistero della Trinità e, ancora giovane, tra molte tribolazioni, giunse, come aveva desiderato, all’amore, alla luce, alla vita.




Lc 16, 1-8 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare". L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua". Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta". Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».


Parola del Signore.

I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

“Perché mai il Signore Gesù racconta questa parabola? Non certo perché gli piacesse il servo ingannatore; egli frodava il suo padrone e disponeva dei beni non suoi. Perché il Signore ci pose davanti agli occhi questo esempio? Per dirci che i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce” (s. Agostino).

“E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?”

Le ricchezze terrene non ci appartengono. Non siamo nati con le ricchezze, ma al contrario nudi. Possiamo veramente affermare con le parole della Scrittura che non abbiamo portato niente nel mondo, non possiamo neppure portare via qualcosa (1Tim 6,7).

“Facciamo questo, così che possiamo ricevere quanto è nostro, ossia la santa e mirabile bellezza che Dio forma nelle anime delle persone, rendendole simili a se stesso, in accordo con ciò che eravamo in origine” (Cirillo di Alessandria)

Sr. M. Margherita

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