7 novembre 2019 - giovedì XXXI settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Lc 15, 1-10 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Parola del Signore.



... ho trovato la mia pecora

Il capitolo 15 è il cuore del Vangelo di Luca. I primi versetti introducono le tre parabole della pecora smarrita, della dramma perduta, del Padre misericordioso. Tutti i peccatori e i pubblicani si avvicinavano a Gesù per ascoltarlo.

Da Gesù usciva una forza che sanava, guariva tutti e che ATTIRAVA a sè non i buoni, i perfetti, bensì i malati, i peccatori. Costoro lo ascoltano, mentre coloro che si ritengono giusti (farisei e scribi) mormorano: costui accoglie i peccatori e mangia con loro. La scorsa domenica XXXI del Tempo Ordinario abbiamo ascoltato e meditato il capitolo 19 del Vangelo di Luca. Anche lì era forte il contrasto fra il peccatore Zaccheo che cerca e accoglie Gesù e la FOLLA che mormora: è andato ad alloggiare da un peccatore. Il Vangelo è buona notizia per chi accetta di mettersi dalla parte dei peccatori che hanno bisogno di salvezza. Sentirsi pecora smarrita è la prima condizione per incontrare colui che con tenerezza e senza recriminare viene a cercarci, ci prende sulle sue spalle e ci riconduce alla gioia, alla festa. Per Gesù il peccatore rimane sempre figlio amato, prezioso come una moneta di grande valore, da cercare con cura. Zaccheo, come Adamo, si era nascosto fra le fronde del sicomoro, ma Gesù lo cerca: Zaccheo, dove sei? Non avere paura dello sguardo della folla, da oggi io RIMANGO a casa tua, da oggi sei mia pecora, mia moneta preziosa.

Sr. Maria Bruna

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