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6 novembre 2023 - lunedì della XXXI settimana del T.O.

Lc 14, 12-14 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l'aveva invitato:

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio.

Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Parola del Signore.


... invita poveri ...

Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti (Lc 14, 13-14).

Il mondo in cui viviamo si regge sulla legge del contraccambio: io ti do se tu mi dai. Anche la parola gratis rientra in questo meccanismo: paghi due e prendi tre, però prima paghi due. A volte, purtroppo, una simile logica non interessa solo la compravendita, ma anche le relazioni fra noi: ti voglio bene fintanto che mi vuoi bene anche tu. Infatti, è facile amare una persona finchè sentiamo una sintonia che ci lega, perché riceviamo un contraccambio al nostro affetto. Più difficile è amare chi non suscita la nostra simpatia semplicemente per come si presenta o che, addirittura, si dimostra pungente, amara, scontrosa, ingrata, oppure opportunista, o anche solo indifferente, fredda nei nostri confronti. Non è sicuramente qualcuno che inviteremmo volentieri a cena. Anzi, ci costa già troppo anche solo il rivolgerle la parola o, almeno, un sorriso. Perché perdere tempo con una persona del genere, dalla quale non riceviamo nessun contraccambio positivo?

Nella vita incontriamo tanti poveri, storpi, zoppi, ciechi spirituali. Magari dal punto di vista del benessere economico e fisico non hanno nulla di cui lamentarsi, ma a livello spirituale non potrebbero mai contraccambiare il nostro affetto come vorremmo. Per questo motivo, spesso si decide di ignorarle o, perlomeno, di prendere le dovute distanze, quando non si sceglie di rispondere al male con il male. Umanamente è un discorso che fila. Tuttavia, ci siamo mai chiesti se non capiti anche a noi di essere poveri, storpi, zoppi, ciechi agli occhi degli altri? Siamo così sicuri di saper sempre contraccambiare l’amore che riceviamo? Non ci è mai successo di sperimentare la sovrabbondante gratuità di chi ci ama guardando oltre alle nostre miserie, alle nostre asprezze, ai nostri opportunismi, alle nostre ottusità?

Fra tutti, c’è almeno Uno che non saremo mai in grado di contraccambiare: Dio. Il Signore conosce ogni nostro limite e chiusura, che tante volte cerchiamo di mascherare per renderci amabili agli altri. Eppure, con infinita pazienza e misericordia, continua a invitarci al Suo banchetto e si dona Lui stesso come cibo. Riconoscendo questo, di fronte al mancato contraccambio di alcuni, dopo un’umana reazione di disagio e tristezza, potremmo chiederci se tale situazione non sia un’occasione per assomigliare di più a Lui.

Sr. Maria Chiara Amata

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