6 marzo 2020 - venerdì I settimana di Quaresima

Aggiornato il: mar 14

Mt 5, 20-26 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!». Parola del Signore.


Riconciliarti con il tuo fratello...

In questo Vangelo Cristo ci invita a non rinviare neppure di un momento la nostra riconciliazione col nostro prossimo, nel timore che si sviluppino mali peggiori, come conseguenza dell’inimicizia.

Quando il Signore interviene contro coloro che non seguono la retta via, non è l’ira che lo spinge ad agire così ma l’amore della verità.

Un dono offerto a Dio non è accettabile se prima non è stata messa da parte l’ira o senza prima essersi riconciliati con il proprio fratello: chi odia è simile ad un assassino. Invece Gesù, cari lettori, vuole mostrare a tutti noi che apprezza immensamente la carità, da lui ritenuta il massimo sacrificio che gli si possa offrire, e senza la quale non accetta neppure il culto.

Chi non ama un fratello o un vicino di casa, o il forestiero, non ama il Signore. Perciò per prima cosa viene la pace con noi stessi e col nostro fratello, poi ci si può avvicinare all’altare. Se non attueremo questo prima che la morte ci colga e prima che Cristo come giudice venga tra gli uomini, ogni essere vivente sarà condannato a una pena eterna.

In verità io ti dico: non usciremo di là finché non avremo pagato fino all’ultimo spicciolo!(cfrMt 5,21-26)

Sr. M. Margherita

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