6 maggio 2020 - mercoledì della IV settimana di Pasqua

Aggiornato il: mag 22


Gv 12, 44-50

Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, Gesù esclamò:

«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.


Io sono venuto nel mondo come luce ...

Gesù ribadisce la sua unione con il Padre e assicura che non è venuto per condannare, ma per salvare il mondo. E' il rifiuto cosciente della Persona di Gesù, della Sua Parola, che può condannarci nell'ultimo giorno. Gesù è fedele al Padre, dice solo quello che il Padre gli ha detto di dire. Possa la nostra fede nutrirsi sempre più della Parola di Dio, soprattutto del Vangelo, dove è Dio stesso, in Gesù, a farsi presente, parlare, operare.

sr. M. Angela

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