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5 giugno 2023 - lunedì della 9a settimana Tempo Ordinario

Memoria di san Bonifacio, vescovo e martire. Monaco di nome Vinfrido, giunto a Roma dall'Inghilterra fu ordinato vescovo dal papa san Gregorio II e, preso il nome di Bonifacio, fu mandato in Germania ad annunciare la fede di Cristo a quelle genti, guadagnando moltitudini alla religione cristiana; resse la sede di Magonza e da ultimo a Dokkum tra i Frisoni, nell'odierna Olanda, trafitto con la spada dalla furia dei pagani, portò a compimento il martirio.


Dalle «Lettere» di san Bonifacio, vescovo e martire

La Chiesa é come una grande nave che solca il mare del mondo. Sbattuta com'é dai diversi flutti di avversità, non si deve abbandonare, ma guidare.



 

Mc 12, 1-12 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:

«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.

Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.

Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».

E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.


Parola del Signore.


La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo

Il Vangelo odierno ci presenta la figura di un padre che ha un figlio amato e che possiede una vigna che affida ai contadini.

Il padre, immagine del Padre celeste, dopo aver piantato una vigna, averla circondata con una siepe, scavato un buco per il torchio e costruito una torre, ha affidato a noi in “affitto” la cura della sua vigna.

Questa parola “affitto” è molto importante: ci dice che siamo in affitto su questa terra e siamo in affitto persino nel nostro cammino di discepoli e custodi della vigna. Non siamo padroni della nostra vita e meno ancora siamo padroni della vigna, che appartiene al Signore.

I contadini questo non l’hanno capito, volendo impadronirsi della vigna, fino ad uccidere il figlio che ne è l’erede. Il figlio della parabola, immagine di Gesù Cristo, figlio amato del Padre è venuto nel mondo per donarci la sua eredità. Per questo si è lasciato mettere in croce per dirci che l’eredità è nostra. Quest’eredità è l’amore del Padre e il suo dono più grande per noi è la figliolanza.

Fratel Michael David commenta: Anche a noi il Signore affida la cura del dono della sua presenza dentro di noi e si aspetta che non solo ce ne prendiamo cura, ma la facciamo fruttificare, senza peraltro avere bisogno di impadronircene. Il frutto più bello è che impariamo a vivere da servi senza essere servili e, quindi, senza aver bisogno di soppiantare il padrone per prenderci una “eredità”, che è già nostra, per il fatto di condividere il lavoro nella vigna godendo serenamente dei suoi frutti.”

sr M. Benedetta

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