4 novembre 2021 - giovedì della XXXI settimana del T.O.

Memoria di san Carlo Borromeo, vescovo, che, fatto cardinale da suo zio il papa Pio IV ed eletto vescovo di Milano, fu in questa sede vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo: indisse sinodi e istituì seminari per provvedere alla formazione del clero, visitò più volte tutto il suo gregge per incoraggiare la crescita della vita cristiana ed emanò molti decreti in ordine alla salvezza delle anime. Passò alla patria celeste il giorno precedente a questo.


Tutti siamo certamente deboli, lo ammetto, ma il Signore Dio mette a nostra disposizione mezzi tali che, se lo vogliamo, possiamo far molto.

Dal Discorso tenuto da san Carlo, vescovo, nell’ultimo Sinodo




Lc 15, 1-10 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».


Parola del Signore.

se la carica sulle spalle ...

La liturgia della Parola che oggi ci viene offerta ci porta a riconoscere la misericordia di Dio che non si dà mai per vinto di fronte ai nostri sbandamenti, quelli che ciascuno attraversa nella sua vita. Egli è sempre in ricerca della pecorella smarrita. "Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta".

Come il pastore gioisce per quell'unica pecora che aveva smarrito e che poi ha ritrovato, così si rallegra Dio per un uomo solo che, dopo essere stato peccatore, finalmente si converte. Noi, carissimi lettori, siamo come quella pecorella di cui parla il Vangelo, che allontanandosi dal gregge, corre senza meta cercando fortuna qua e là. Ma la creatura saggia, creata ad immagine di Gesù, segue il suo pastore, si converte e si fa ritrovare. Gesù salva, perdona, riporta a casa con gioia e con mille dimostrazioni di amore. "Dio ha tanto amato il mondo da dare a noi il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna" (Gv 3,14)

sr. M. Margherita

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