4 novembre 2019 - lunedì XXXI settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Memoria di san Carlo Borromeo, vescovo, che, fatto cardinale da suo zio il papa Pio IV ed eletto vescovo di Milano, fu in questa sede vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo: indisse sinodi e istituì seminari per provvedere alla formazione del clero, visitò più volte tutto il suo gregge per incoraggiare la crescita della vita cristiana ed emanò molti decreti in ordine alla salvezza delle anime. Passò alla patria celeste il giorno precedente a questo.


Vuoi che ti insegni come accrescere maggiormente la tua partecipazione interiore alla celebrazione corale, come rendere più gradita a Dio la tua lode e come progredire nella santità? Ascolta ciò che ti dico. Se già qualche scintilla del divino amore è stata accesa in te, non cacciarla via, non esporla al vento.

Dal Discorso tenuto da san Carlo, vescovo, nell’ultimo Sinodo



Lc 14, 12-14 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Parola del Signore.

Quando offri un banchetto, invita poveri

Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.

Che strano questo discorso di Gesù. Ci viene spontaneo, quando noi offriamo un pranzo o una cena, invitare appunto gli amici, i parenti, i vicini, in una parola i nostri conoscenti.

Cosa vuol dirci Gesù esortandoci a invitare al nostro banchetto poveri, storpi, zoppi, ciechi? C’è un piccolo particolare importante : “perché non hanno da ricambiarti”. La gratuità. Gesù ci invita alla gratuità e all’amicizia con “gli ultimi” che Lui ha scelto e con cui si identifica. Il nostro Santo diceva che i poveri sono Gesù.

Ma cos’è l’amicizia, chi è l’amico vero?

“L’amicizia non è una relazione fugace e passeggera, ma stabile, salda, fedele, che matura col passare del tempo. E un rapporto di affetto che ci fa sentire uniti, e nello stesso tempo è un amore generoso che ci porta a cercare il bene dell’amico. Anche se gli amici possono essere molto diversi tra loro, ci sono sempre alcune cose in comune che li portano a sentirsi vicini, c’è un intimità che si condivide con sincerità e fiducia”. ( Papa Francesco -Christus vivit)

L’amico? Una persona su cui puoi contare, non sono richieste molte parole. Nel capitolo 11 del Vangelo di Giovanni leggiamo che Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, “Mandarono dunque a dirgli: Signore, ecco colui che tu ami è malato”.

L’amico? Uno che non mette in atto cautele : “Rabbì, gli obbiettarono infatti i discepoli, poco fa i giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?”

L’amico? Uno che non sta al di fuori del tuo dolore, a discutere come gli amici di Giobbe, con parole astratte, asettiche, ma entra nel tuo dolore : “Gesù si commosse profondamente, molto turbato…scoppiò in lacrime”.

L’amico? Uno che ti porta fuori dalla casa della desolazione, ti porta a guardare oltre, prolunga la visione, ti fa sognare la gloria di Dio, ti fa vivere la gioia di Dio: “Se crederai vedrai la gloria di Dio”.

L’amico? Uno che non si rassegna alle parole e alle situazioni di morte, offre segni di vita, dice parole di vita: “Io sono la risurrezione e la vita”.

L’amico? Uno che non ti lega, ma ti sbenda: ”Liberatelo -dice Gesù- e lasciatelo andare”. Uno che ti fa camminare, ti libera da ogni sudditanza, da tutto ciò che ti soffoca e ti lega.

L’amico? Uno che muore lui, perché tu viva: “Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo”.

Gesù è L’AMICO che ha fatto tutto questo per i suoi amici, perché anche noi, sul suo esempio, non solo invitiamo alla nostra mensa gli ultimi, ma ci doniamo a loro. Il nostro rapporto con i fratelli deve rispecchiare quello di Gesù, che ci chiama a comportarci con gli altri come Lui si è comportato con noi. Più siamo consapevoli di ciò che abbiamo ricevuto da Gesù più desideriamo ricambiarLo nella persona dei poveri, dietro cui Lui si nasconde.

Chiediamo al Signore la grazia di vedere e godere dei suoi piccoli regali di ogni giorno, e di saperci soffermare davanti alle cose semplici e piacevoli che incontriamo ad ogni passo come un pranzo o una cena con gli amici di Gesù.


Sr. Maria Benedetta

6 visualizzazioni
LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

INDIRIZZO

Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

Via del Santuario, 22

​Pralormo (TO) 10040 Italia

tel 0119481192

adoratrici@gmail.com

farebene.png

© 2019 Monastero Adoratrici Pralormo

  • YouTube